Celebri Frasi di Francesco Totti sulla Roma e sul suo addio

Chi non conosce Francesco Totti?
Totti, nasce a Roma il 27/09/1976 è stato un calciatore italiano, centrocampista o attaccante della Roma, della quale è stato capitano.
Dai suoi tifosi soprannominato Er Pupone,tra il 1998 e il 2006 ha vestito la maglia della Nazionale italiana,
con la quale è diventato Campione del mondo nel 2006.
Francesco Totti da sempre è stato considerato uno dei migliori giocatori nella storia del calcio italiano, nel corso della sua carriera professionistica ha sempre militato nella Roma, squadra della quale è capitano dal 1998.
Per la squadra della Capitale è il miglior realizzatore di tutti i tempi e il calciatore con più presenze, sia per quanto riguarda il campionato sia per le coppe europee.
Totti è stato premiato per 5 volte (record assoluto) come migliore calciatore italiano agli Oscar del calcio AIC; al suo attivo anche due premi come miglior calciatore assoluto.
Nel 2004 è stato incluso nella FIFA 100, lista dei 125 più grandi giocatori viventi selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione delle celebrazioni per il centenario della federazione.
Nel 2010 ha inoltre vinto l’ottava edizione del Golden Foot. Nel 2012, in una ricerca della IFFHS, Totti è risultato il calciatore più popolare d’Europa, piazzandosi davanti ad Alessandro Del Piero e Cristiano Ronaldo.
Francesco Totti non è stato solo un calciatore, ma è anche Ambasciatore dell’UNICEF, Totti ha devoluto in beneficenza i proventi dei suoi 5 libri, i diritti TV pagati dall’emittente satellitare Sky per la diretta televisiva del suo matrimonio e il compenso ricevuto per l’apparizione su Topolino di “Papertotti“, personaggio a lui ispirato.
Tra gli eventi benefici a cui ha partecipato, Stars for charity: poker per l’Abruzzo nel 2009.
Nell’ambito del progetto “Il calcio adotta i bambini abbandonati”, di cui è promotore, ha adottato a distanza 11 bambini di Nairobi, che si aggiungeranno ai tesserati della sua scuola calcio.
È stato testimonial Nike (azienda con cui aprì un contenzioso nel 2004) e Diadora.
In ambito extrasportivo, ha pubblicizzato FIAT, Pepsi, Vodafone, PartyPoker e 10eLotto.
Nel settembre 2008 è uscita nelle edicole del Lazio una collezione di figurine monotematica a lui dedicata dal titolo Francesco Totti, il Capitano.
Nel 2015 l’azienda di trasporti pubblici della Capitale (ATAC) ha stampato numerosi biglietti raffiguranti il giocatore (onore fino ad allora concesso solo a due pontefici), in occasione del suo 39º compleanno.
Il 28/ 05/2017 Totti ha chiuso la sua bellissima carriera, lasciando un segno che rimarrà scolpito nella storia del calcio, tanto che alcuni giorni prima, fuori da Trigoria, per il suo ultimo allenamento, è apparso uno striscione da 130 metri con il suo tempo romanista:
«24 anni, 8.828 giorni, 291 mesi, 1261 settimane, 211.871 ore, 12.712.260 minuti, 762.735.600 secondi.
Non piango perché smetti, ma sorrido perché ci sei stato. Ci sono vite che capìtano, e vite da capitàno. Lode a te Re di Roma»
.






La più completa raccolta di celebri frasi di Francesco Totti – Frasi di Totti sulla Roma e sul suo addio al calcio

Avrei potuto vincere molto con altre squadre, ma sono orgoglioso di ciò che ho fatto con questa casacca. Altri trionfi con una maglia diversa non mi avrebbero dato le stesse emozioni che ho provato qui da capitano.
Francesco Totti

Mi sfottono per l’accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, col suo dialetto, tutti ridono; se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino. Forse dispiace che un giocatore importante stia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un’esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa: noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti. La pensino come vogliono, io sono nato romano e romanista. E così morirò. (da un’intervista al Corriere della sera, 29 luglio 2002).
Francesco Totti

Tu sei unico ed inimitabile, semplicemente tu sei il calcio Zeman, c’è posta da Totti “Sei unico e inimitabile”], Gazzetta, 20 maggio 2012).
Francesco Totti

Giornalista messicana: Tiziano Ferro ha detto che tutte le donne messicane hanno i baffi, tu cosa vuoi dire loro?
Totti: De fasse ‘na ceretta! [Intervista rilasciata alla tv messicana e riproposta dalla RAI nella trasmissione “Notti Mondiali”, giugno 2006].
Francesco Totti

Quando ero piccolo e annavo a giocà a’ pallone con ragazzi che non conoscevo e stavano a fa le squadre se finiva sempre con “palla o regazzino?” poi dopo 2 minuti di gioco ed un paio di tunnel tutti: “Refamo le squadre, refamo le squadre il regazzino è troppo forte! (da Mò je faccio er cucchiaio)
Francesco Totti

Mi piace questa sensazione di essere nato e cresciuto nella città più bella del mondo. Quando i calciatori delle altre squadre, soprattutto straniere, vengono a giocare a Roma, quasi sempre fanno un giro turistico in pullman fra le bellezze della città. [… ] Sono state partite sempre dure, con difensori rocciosi, che intervenivano spesso ai limiti del regolamento, che mi scalciavano anche un po’ più del dovuto. E poi ho capito. In queste occasioni, all’onesto centrocampista della periferia bulgara, al terzino di fascia ucraino, al trequartista moldavo, gli si alza l’indice di rosicamento. Perché noi stiamo a Roma e loro no. Potranno pure strappare un 1-1 con un colpo di fortuna, un gol dell’ex, un offside dubbio, ma al fischio finale io me ne resto qui, a vivere la mia vita a Roma e tu, mediano del Borussia Mönchengladbach, te ne devi tornare nel grigio inverno della Westfalia in una città, Mönchengladbach, che molti ragazzi della Primavera neanche riescono a pronunciare, perché questo benedetto nome si comincia a imparare solo intorno ai vent’anni. Quanti calciatori passano dal Borussia Mönchengladbach al Borussia Dortmund solo per ragioni di pronuncia!!! Niente da fare, quando vengono a Roma, i giocatori stranieri rosicano. Fateci caso alla prossima partita della Roma in Europa se non picchiano giù duro: è per colpa della bellezza dei nostri monumenti. Uno sgambetto per l’Altare della Patria. Un tackle in scivolata per la Domus Aurea. Un’entrata da dietro per le Catacombe di San Callisto. (dalla prefazione di E mo’ te spiego Roma)
Francesco Totti

Adesso dicono che è stato un mio limite il fatto di non aver mai cambiato squadra. In realtà era il mio sogno fin da bambino. Qui ho tutto e sto bene, si vince poco ma è stata una scelta di vita. Quello che dice la gente non mi interessa, se mi criticano nonostante i miei 200 goal vuol dire che di calcio non capiscono niente. (dall’intervista a Sky del 27 marzo 2008).
Francesco Totti

[Riferendosi a Zdeněk Zeman] Tu sei unico ed inimitabile, semplicemente tu sei il calcio. (citato in Zeman, c’è posta da Totti “Sei unico e inimitabile”, Gazzetta, 20 maggio 2012)
Francesco Totti

Maurizio Mosca: Francesco, come mai non fai due o tre anni in un’altra squadra per vincere qualcosa in più?
Totti: Perché sono cresciuto nella Roma e morirò nella Roma, perché sono sempre stato tifoso della Roma! [dall’intervista a Controcampo, 18 aprile 2007]
Francesco Totti

Fabio Cannavaro: Francè, a che percentuale stai?
Totti: Bucchì! [da un’intervista RAI, dopo la finale dei mondiali di Germania 2006 Italia-Francia]
Francesco Totti

A me sinceramente la parola leader non mi è mai piaciuta, più che altro mi metto a disposizione della squadra. È normale che io mi senta un giocatore importante, quello sì, però io alla fine rispetto tutti nella stessa maniera. Non è perché io sono Totti, sono romano, romanista e capitano, devo avere più considerazione degli altri. Per me sono sullo stesso livello, perciò cerco di confrontarmi con loro nella maniera migliore. (da un’intervista dopo Roma-Cagliari del 23 dicembre 2006).
Francesco Totti

Grande Alex, ho saputo che comincerai una nuova avventura con la squadra a Sidney, in Australia. Provo un senso di nostalgia in un momento come questo, perché abbiamo percorso un lungo tratto del cammino della nostra vita insieme. Abbiamo combattuto tante battaglie, da avversari, ma sempre con grande rispetto. Sono state a volte sfide aspre, ma non hanno mai scalfito il nostro rapporto di stima reciproca. [… ] Oggi, con questo saluto, avverto un pizzico di tristezza. Ma sono molto contento, per un campione come te le sfide non finiscono mai. Inoltre la tua tecnica e il tuo modo di essere rappresenteranno sempre il migliore spot possibile per l’Italia e nel mondo. (citato in Totti a Del Piero “Ciao Alex, mi mancherai”, Eurosport. Yahoo, 6 settembre 2012).
Francesco Totti

E chi è, Batman? (da un’intervista a Le Iene del 6 febbraio 2009) [riferito ad Antonio Cassano, riguardo le sue 600 conquiste].
Francesco Totti

Era ora che facessi il ciucciotto. [da un’intervista RAI, dopo la partita Italia-Australia in cui segna il suo primo gol dopo 3 partite].
Francesco Totti

Credo sia uno scandalo che un giocatore come Raul, capace di segnare ogni anno 20-30 goal e vincitore di tutti i trofei più importanti a livello di club, non abbia ancora vinto il pallone d’oro. Per il pallone d’oro penso che sia già tutto scritto, ogni anno… (dall’intervista a Sky del 27 marzo 2008)
Francesco Totti

Di ripetere tutto quello che il Totti più vecchio ha fatto, se ne è capace…
Francesco Totti

Nessuno è più duro di te quello che stenderebbe altri per te è solo roba da qualche giorno di riposo. Comunque, amico la cosa che conta davvero è che tu stia bene. Torna presto roccia, ti aspetto grande roscio giallorosso.
Francesco Totti

È il calcio, è il pallone, come se ci fosse la sua faccia su quella sfera che gira. Quello che ha fatto lui con la palla non l’ha fatto mai nessuno e non lo farà mai nessuno. Ha fatto cose straordinarie, tutto quello che c’era da fare l’ha fatto. L’ho conosciuto e mi emoziona vedere la foto di noi due abbracciati.
Francesco Totti

L’augurio più grande che posso fare a tutti i ragazzi e ai calciatori che avranno l’opportunità di indossare la maglia numero 10 della Roma è di scambiarla un giorno con un grande campione come Messi. Tutti devono avere questa possibilità. La maglia numero 10 è la mia seconda pelle, ma tutti dovranno avere la possibilità di cullare quel sogno, di indossarla e soprattutto di onorarla.
Francesco Totti

Sono dispiaciuto, quello che è successo ha condizionato la partita, da anni si verificano certi episodi che condizionano le annate. Non so se siamo stati battuti dall’arbitro, sicuramente non dalla Juve. Con le buone o con le cattive vincono sempre. Le immagini parlano chiaro. Tutta Italia dovrebbe dire questo. La Juve dovrebbe giocare un campionato a parte, ogni anno è così. Tanto arriveremo ancora secondi.
Francesco Totti

Nel 2008 la squadra che doveva vincere lo Scudetto era la Roma. Poi per qualche episodio è riuscita a vincerlo l’Inter. (da un’intervista al TG1, 7 gennaio 2009)
Francesco Totti

Nun te preoccupà, mo je faccio er cucchiaio. [rivolto ai compagni di squadra Di Biagio e Maldini prima di battere il rigore contro l’Olanda agli Europei del 2000] (citato in “Mo je faccio er cucchiaio” Totti sta scrivendo un nuovo libro, repubblica. it, 29 ottobre 2005)
Francesco Totti

Quando ero bambino e poi anche da ragazzo tra noi amici a quello che correva più forte si chiedeva sempre: “Ma chi sei, Mennea?” perché a quei tempi per noi Mennea rappresentava il mito della velocità. [… ] Lui è stato il nostro orgoglio, ha affrontato i più grandi corridori e li ha battuti.
Francesco Totti






Mi sfottono per l’accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, col suo dialetto, tutti ridono; se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino. Forse dispiace che un giocatore importante stia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un’esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa: noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti. La pensino come vogliono, io sono nato romano e romanista. E così morirò.
Quando ero piccolo e annavo a giocà a’ pallone con ragazzi che non conoscevo e stavano a fa le squadre se finiva sempre con “palla o regazzino?” poi dopo 2 minuti di gioco ed un paio di tunnel tutti: “Refamo le squadre, refamo le squadre il regazzino è troppo forte!
Francesco Totti

Adesso dicono che è stato un mio limite il fatto di non aver mai cambiato squadra. In realtà era il mio sogno fin da bambino. Qui ho tutto e sto bene, si vince poco ma è stata una scelta di vita. Quello che dice la gente non mi interessa, se mi criticano nonostante i miei 200 gol vuol dire che di calcio non capiscono niente.
Francesco Totti

A me sinceramente la parola leader non mi è mai piaciuta, più che altro mi metto a disposizione della squadra. È normale che io mi senta un giocatore importante, quello sì, però io alla fine rispetto tutti nella stessa maniera. Non è perché io sono Totti, sono romano, romanista e capitano, devo avere più considerazione degli altri. Per me sono sullo stesso livello, perciò cerco di confrontarmi con loro nella maniera migliore.
Francesco Totti

[Rispondendo a una giornalista messicana che gli aveva chiesto: Tiziano Ferro ha detto che tutte le donne messicane hanno i baffi, tu cosa vuoi dire loro?] De fasse ‘na ceretta!
Francesco Totti

Mi sfottono per l’accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, nel suo dialetto, tutti ridono. Se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino. Forse dispiace che un giocatore importante sia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un’esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa. Noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti. La pensino come vogliono. Io sono romano e romanista, e così morirò.
Francesco Totti

Da bambino ammiravo il Real Madrid, ma sognavo di essere capitano della Roma, perciò il gol al Bernabeu in giallorosso è stato meraviglioso.
Francesco Totti

La mia ultima maglia della Roma? È stata una battuta. Ho avuto una carriera lunga e bella, ma gli anni stanno passando e tutto procede molto velocemente. Aver potuto indossare questa maglia è stata l’emozione più grande della mia vita. A parte la lealtà che ho dimostrato, quello che mi ha spinto a restare qui è stata la passione e l’amore che nutro per il club.
Francesco Totti

Per me i romani e i romanisti non sono né tifosi né amici. Sono tutti fratelli.
Francesco Totti

Avrei potuto vincere molto con altre squadre, ma sono orgoglioso di quello che ho fatto con questa maglia. Altri trionfi con una casacca diversa non mi avrebbero dato le stesse emozioni che ho provato qui, da capitano.
Francesco Totti

Resterò alla Roma a vita, anche se dovesse finire in C2. Non riesco a vedermi con una maglia diversa da questa.
Francesco Totti

La Roma per me è tutto quello che può desiderare una persona: passione, amore, gioia.
Francesco Totti

LE FRASI DI FRANCESCO TOTTI DETTE NEL MOMENTO DELL’ADDIO ALLA ROMA

“Ho paura, e ho bisogno di voi”.
Francesco Totti

‘Che fatica lasciare, chiamatemi Francesco’.
Francesco Totti

“Il tempo ha deciso”
Francesco Totti

Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare.
Francesco Totti

Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare.
Francesco Totti

Ora è finita veramente.
Francesco Totti

Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà “dopo”. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura.
Francesco Totti

Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo.
Francesco Totti

Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai.
Francesco Totti

LA LETTERA DI TOTTI

Grazie Roma, grazie a mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici. Grazie a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe. È impossibile raccontare ventotto anni di storia in poche frasi.
Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di scriverle e ho cercato, in questi anni, di esprimermi attraverso i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice, sin da bambino. A proposito, sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone ovviamente! Lo è ancora. Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso.
Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”.
Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire…e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai… Stavolta non era un sogno ma la realtà.
E adesso non posso più riprenderlo, il filo. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che ormai sono cresciuti e forse sono diventati padri e a quelli di oggi che magari gridano “Tottigol”. Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai.
Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà “dopo”. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura.
Ora è il momento di ringraziare tutti i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni. I tifosi e la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo.
Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore.
Francesco Totti

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