Il bruco che odiava le farfalle

Io non li voglio i tuoi colori.
E che me ne faccio.
Per suscitar lo stupore di chi?
Non voglio che la bellezza
parli al posto mio, so già cosa dire.
Mi tengo le rughe ed i bubboni,
che se non ti piaccio almeno,
puoi starmi lontano.
Tienti quelle ali aggraziate e leggere.
Che se poi si spezzano non puoi più volare.
Non sai camminare.
No guarda, io resto cosi.
Mi basta strisciare.
Son nato bruco ed in fondo mi piace,
non darmi motivi, per chi ho da cambiare?
Per te, per voi, ma mica per me,
sto bene col naso sul mondo,
conosco il suo odore, quaggiù sono un Re.
Ricordalo tu al variar di stagione
che sotto le foglie qui a volte non piove,
che se secca il sole qui a volte c è l ombra.
Che il cielo è di tutti, ed è quello che conta.
No, resto cosi, ma grazie lo stesso.
Tu vola tranquilla, son qui che t’aspetto.
Anch’io ho un po’ da fare,
quaggiù sento il vento,
qui posso pensar solo a quanto sia bello
non metter su le ali, per restar sè stesso.

(Gianluca Sonnessa)

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