Il nostro primo caffè

Le tue grida sono venute a trovarmi ieri sera.
Mi hanno portato una bottiglia di malinconia ed un pacchetto di rabbia.
Io allora ho spostato la sedia, accendendo un bastoncino d’incenso agli agrumi, mentre chiudevo la tenda.
Quindi le ho fatte accomodare, e per tutta la notte abbiamo bevuto e fumato.
Ci siamo ascoltati, mentre il soffitto teneva basse le grida ed il pavimento sosteneva il peso dei silenzi.
Ci siamo scambiati il bicchiere, bevendo a piccoli sorsi
dividendo il pacchetto ridotto con le ore ad un piccolo cumulo di mozziconi spenti e cenere.
E con quella cenere ci siamo cosparsi il capo.
Poi abbiamo taciuto,ubriachi e con la tosse
Ubriachi, con la tosse, ma sereni.
Fino a quando, alle sei del mattino, mentre la luce tagliava una strada di quattro piastrelle che andava verso il tavolo, riuscimmo a godere di un silenzio pieno di foglie e passeri, vento e brezza, di corteccia e di maggiolini poggiati sui verdi capelli del mondo.
E fummo piatti di una bilancia capaci di guardarci negli occhi, senza alzare o abbassare lo sguardo.
Cosi, prendendoci per mano, buttammo la bottiglia vuota ed il pacchetto accartocciato.
Mentre sul fuoco il miglior caffè della nostra vita, ci cantava il suo buongiorno.

(Sonnessa Gianluca)
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