Lettera di un padre a sua figlia

Quando ti guardo il mondo cambia forma.
Diventa un calza con ricamato un gatto, pasta cruda che mi offri a due mani perchè altrimenti cade, diventa un cartone animato che odiavo prima di guardarlo con te sulle ginocchia,un giorno, che è solo più un’ ora,che è solo un minuto, poi neanche un secondo.

Comunque assai poco, per dirti:

“Ciao, devo andare”.

Perchè il tuo modo di mettere a posto i giocattoli mi riordina i pensieri,
mentre gli orizzonti dei giorni che saranno saltellano tra scarabocchi di pastelli a cera.
Cambio forma anch’io, perchè davanti a quegli abissi che hai al posto degli occhi, svesto i panni tristi della giornata per tuffarmi nel tuo sorriso, vestito da clown, da lupo, da orso, da maiale da coniglio o da bambina.
Poco importa, purchè tu sorrida.

Guarda che mani piccole hai, ma la mia vita, tra quelle mani ci sta comoda, e ti confesso che nemmeno so se sono qui per mostrartela, o per impararla da te.
Tanto me ne scordo quando ti osservo giocare con l’universo sdraiato sul tappeto, insieme a due suoni, poi due sillabe poi un abbozzo di frase, poi uno sguardo, che parla più di quei libri.

Ma io una cosa devo chiedertela.
Anche se sentire d’esser vivo perchè tu mi respiri sul petto, dovrebbe bastarmi.

Ti chiedo di ridere dell’ uomo che ferendoti mi ucciderà, di chi proverà ad intimidirti con una posizione, dei saggi che sanno come si vive, come si parla, come si pensa, di quelli che sfrutteranno le tue capacità per poi gettarti via, di ridere delle mode e dei modi di dire, di chi ti copia perchè vorrebbe essere come te, di chi ti sminuisce perchè di te ha paura.
Ridi se vedi sorridere, anche se non ne conosci il motivo, ti basti farlo insieme a qualcuno.
Ridi di me quando vuoi, saprò starti dietro.
Ed impara a ridere di te.
Mi raccomando.
Trova il modo di cambiare forma, di adattarti a questo recipiente di terra ed acqua salata al quale un giorno ti lascerò.
Provaci crescendo a conservare l’innocenza che hai adesso, perchè io da stupido osservatore stupito ti dico che può salvare il mondo.
Ma se fallirai come ho fallito io, se questo luogo saprà sporcarti come ha fatto con me, tu sappi che da quando ti ho vista felice il mondo davanti ai miei occhi ha cambiato forma.
Ed ora indossa quella del tuo sorriso.

(Gianluca Sonnessa)
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