So che non m’ ama

Non mi ama lo so benissimo.
Ma che ci posso fare?
A volte mi fa rabbia, ma a volte anche pena.
Non ditemi che mi userà per poi gettarmi via quando vuota e consumata non saprò più cosa dire.
So già anche questo.
Lo percepisco nell’ istante in cui posa su di me le dita fredde ed annerite dalla rabbia che cola dai bordi del tavolo, o mentre studia l’insonnia che divora le sue notti.
Ne ho conferma quando ad un tratto digerito dai deliri dal quale si fa ingoiare, mi lancia contro un muro intonacato di fumo e di noia, chiudendo le tempie coi palmi e maledicendomi, con un fil di voce, come se fossi la causa, e non l’impotente valvola di sfogo del suo Maldivita.
Ma finirà per cercarmi di nuovo.
Ed io sarò di nuovo lì per lui.
Voi potete anche prendermi in giro, dirmi che sono debole e inutile, che senza di lui non sarei nessuno, che come me al mondo ce ne sono migliaia e che non sono nemmeno tra le migliori.
Ditemi pure che sono un’ illusa perchè pronta a scrivere a lettere cubitali che di me, non può farne a meno.
Tornerà ad abbracciarmi come sempre.
Se lo conosco bene lo farà tra poco.
Verserà un mezzo bicchiere di rosso mentre lancia lo sguardo al viale alberato, alla ricerca di un viso ridente nascosto fra rami abbracciati.
Ed io lo guarderò in silenzio,mentre
gusta le note di “Old and wise”, perso nella carezza che il silenzio sa dare al suono, mentre il suo viso,a fine brano,sarà specchio della combattiva rassegnazione che in lui arde.
Darà fuoco al tabacco stretto nella cartina sbuffando il fumo sul vetro, mentre sorride con gli occhi tristi di chi non trova quel viso tra i rami.
Quindi un sorso, mentre le palpebre pietose vorrebbero calare come un sipario di fine serata.
Noi siamo una cosa sola ma lui ancora non sa.
Perché sono la memoria lenta e consumata del suo attrito col mondo, la scalpitante disillusione che gli tormenta lo sterno con inaudita schiettezza, il soffio scuro che gli libera le tempie dai palmi.
Perchè se odiando me darà un solo raggio di luce al mondo io non avrò vissuto invano,e sarò felice di avervi donato fino alla ultima goccia del mio inchiostro.
La sua penna.

(Sonnessa Gianluca)
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