Le più belle Frasi citazioni e battute di Totò

Nome d'arte Totò, Antonio de Curtis,

(N. Napoli, 15 febbraio 1898 – M. Roma, 15 aprile 1967)

attore simbolo dello spettacolo comico in Italia,

soprannominato «il principe della risata», è considerato,

anche in virtù di alcuni ruoli drammatici, uno dei principali interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani.

Totò si distinse anche al di fuori della recitazione, lasciando contributi come drammaturgo, poeta, paroliere, cantante.

Le sue citazioni, sono tutt'oggi presenti nel vari social;

vi presento in questa sezione, una raccolta delle più belle frasi e battute di Totò.

Frasi citazioni e battute di Totò

Parli come badi, sa?!

Totò

Toglimi una curiosità, tuo zio è sempre morto?

Totò

“Eppure la vostra faccia non è nuova per me”. Totò: “Neanche a me, ce l’ho da che son nato”.

Totò

Non mi sono insediato: qui non ci sono sedie.

Totò

Il funzionario civico municipale è un aggettivo qualificativo di genere funzionatorio.

Totò

Che cosa ho chiesto a San Giovanni? Un terno? una quaterna? una cinquina? Niente di tutto questo, ma una sciocchezzuola, una bazzecola, una quisquilia, una pinzellacchera: far cadere la lingua a mia moglie.

Totò

Perciò, mio carissimo signor ciabatttino, queste scarpe sono da fiera. Sei e cinquanta. E se non sapete fare il calzolaio, andate a fare il farmacista , che è meglio. Rimembris omnibus, cioè ricordati uomo, che calzolaio si nasce, non si diventa.

Totò

Non so leggere, ma intuisco.

Totò

L’uomo discende dalla scimmia. Io no perché sono raccomandato.

Totò

'Giulietto e Romera', il capolavoro di Scic e Spirre.

Totò

Aristofane è morto? E quando è successo? Duemila anni fa? Dio, come passa il tempo.

Totò

Siamo nel settecento avanti Cristo? Perbacco! In pieno Rinascimento.

Totò

Voi siete un attore e io vi ammiro, come uomo e come cane, ma voi non potete essere stato una spalla, voi non avete mai fatto nemmeno il ginocchio.

Totò

Anche se è civile, la morte sempre morte è.

Totò

Chi dice che il denaro non fa la felicità, oltre a essere antipatico, è pure fesso.

Totò

Il denaro fa la guerra, la guerra fa il dopoguerra, il dopoguerra fa la borsa nera, la borsa nera rifà il denaro, il denaro rifà la guerra.

Totò

In guerra sono tutti in pericolo, tranne quelli che hanno voluto la guerra.

Totò

“Mi sembrate annoiato. Ma come, non è bello essere duca?”. “Sì, ma… sapete com’è: è una carriera senza avvenire”

Totò

A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?

Totò

Io non rubo, integro. D’altra parte in Italia chi è che non integra?

Totò

Sono ghiotto di ossobuchi, ma mangio solo il buco perché l’osso non lo digerisco.

Totò

“Vola spesso lei?” Passeggero aereo: “Ah, sì!” “Ma allora è un volatile! Io sono un mammifero”.

Totò

Ottimista, pessimista, esistenzialista… Veramente io sono farmacista.

Totò

Sono fra’ Pasquale da Casoria, oriundo; ora mi sono trasferito a Monza. Sono parte napoletano, parte di Casoria, in casa eravamo bilingue.

Totò

Si dice che l’appetito vien mangiando, ma l’appetito viene a star digiuni.

Totò

Vi ringrazio amici di essere intervenuti a questa mia vittoriosa sconfitta.

Totò

Per i campioni sportivi, niente fumo, niente vino e niente donne. Ma allora che vincono a fare?

Totò

Lei vuole sposare mia figlia? No, non se ne fa niente: a me i generi non interessano, a meno che non siano alimentari.

Totò

La vedova è la moglie di un cadavere.

Totò

Signora, ma come, lei si spoglia così davanti a un uomo maschile?

Totò

Futurista? impressionista? realista? Veramente io sono socialdemocratico monarchico napoletano.

Totò

Avete fatto caso che l’ultima domenica di Carnevale i cimiteri sono un mortorio?

Totò

Il morto, prima di tutto, era vecchio, aveva duecento anni e a duecento anni si muore.

Totò

Un posto da guardiano del cimitero non si rifiuta: a cimitero donato non si guarda in bocca. E poi in casa c’è un silenzio di tomba.

Totò

Io sono integro e puro, sia di corpo che di spirito: non ho commesso peccati né di carne né di pesce.

Totò

Ma lo vuol capire? Lei è un cretino! Si specchi, si convinca!

Totò

Mi stanno per arrestare, è una questione di secondi, anzi di secondini.

Totò

C’era un attore che aveva 100 paia di scarpe: tante gliene avevano tirate.

Totò

Secondo alcuni, la donna si conquista con uno scudiscio in mano e una rosa nell’altra. Ma io, con le mani impicciate, come faccio?

Totò

Elena di Troia… Troia… Troia: questo nome non mi è nuovo.

Totò

Oggi per fare colpo bisogna essere eccentrici e futili. Bisogna futilizzarsi.

Totò

Signora, sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.

Totò

Vorrei una moglie, possibilmente di prima mano.

Totò

“Io non capisco che razza di arte è la tua: astrattista, futurista, esistenzialista?” Totò: “La mia arte è assenteista, cioè vale a dire: nelle mie opere manca sempre qualche cosa…”

Totò

Sono un tipo virtualmente virtuale.

Totò

Il matrimonio non m’interessa, voglio restare nubile. Lo so, si dice celibe; ma tanto, nubile o celibe, sempre scapolo è.

Totò

L’aria condizionata è un prodotto della civiltà, ma io mica mi posso prendere una polmonite civile.

Totò

Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiesero il bis

Totò

E io pago… e io pago!

Totò

È vero, ho rubato per venticinque anni, ma l’ho fatto per alleviare le sofferenze di un orfano, povero, senza casa, senza madre, né padre: io.

Totò

Ho cercato di fermarlo con la forza, c’è stato un vero colluttorio.

Totò

Marchese: “Coraggio Antonio, moriamo da forti”. “Signor marchese, io preferirei vivere da debole”.

Totò

Morire, morire, che noia! Tutto il giorno sotto terra, con le solite facce dei vermiciattoli. È vero, ci sono i fuochi fatui, ma solo la domenica. Per il resto della settimana si sta chiusi in cassa: una vita da morti.

Totò

Guardaroba? Guarda che roba!!

Totò

Il coraggio ce l’ho. È la paura che mi frega.

Totò

Sono un uomo della foresta, un forestiero.

Totò

Terra ai contadini, ferrovie ai ferrovieri, cimiteri ai morti.

Totò

Questa è la civiltà : hai tutto quello che vuoi quando non ti serve.

Totò

“Ma allora tu sei partenopeo!”. Totò: “Parte nopèo e parte napoletano”.

Totò

“Io sono Ladizlao Tzigeti!” Totò: “Tzigeti! Più che un cognome mi sembra un raffreddore!”

Totò

“Ma come, lei è cosi grosso e non commendatore?” “Ma perché, i commendatori vanno a peso?”

Totò

Si dice che l’occasione fa l’uomo ladro, ma anche per la donna non ci metterei la mano sul fuoco.

Totò

Vorrei un caffè corretto con un po’ do cognac, più cognac che caffè… anzi, giacché si trova, mi porti solo una tazza di cognac e non se ne parla più.

Totò

Non bevi, non fumi, non vai con le donne; lo vuoi un consiglio? Sparati?

Totò

“Il carcere costruito così mi sembra troppo comodo!” Totò: “E comodo deve essere se volete attirare i clienti!”

Totò

Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo.

Totò

Lei non sa chi sono io.

Totò

La serva serve, soprattutto se è bona, serve eccome!

Totò

Ogni limite ha una pazienza.

Totò

Le spie, a volte, per non fare scoprire i loro segreti, mangiano le carte: sono cartivore.

Totò

In galera l’aria, quando riesce a passare, è ottima.

Totò

E’ incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo.

Totò

La signorina è illibata e solo io, il marito, la posso “dissillibare”.

Totò

Nella vita non siamo mai soli, abbiamo sempre qualche appendicite.

Totò

Io sono fortunato, io: ho la macchina rovinata, un vestito quasi nuovo da buttare via, la salute manomessa, forse una broncopolmonite con prognosi riservata, la capa scassata. Ah, come sono felice, come godo, che goduria!

Totò

Mi sono seduto su una sedia che aveva un chiodo sul fondo e mi sono fatto male ai paesi bassi.

Totò

Ho conosciuto una settimana. In realtà prima era una ottomana, ma poi, nella confusione, ha perso una mano ed è diventata una settimana.

Totò

Con un pezzo di ottomana come lei, io il turco lo faccio.

Totò

Io sono turco, turco dalla testa ai piedi, ho persino gli occhi turchini.

Totò

Malgrado la mia forza maschiaccia, ho un cuore tenero, da piccioncino.

Totò

Ho paura, quello è un deputato.

Totò

In Oriente non è che le donne sono calde calde, e non ci sono nemmeno fredde fredde. Sono a bagnomaria.

Totò

Non sono cretino, sono stato cretino un solo giorno: quello del matrimonio.

Totò

Signore, di sua moglie mi piace tutto, tranne il marito.

Totò

Totò: “Io parlo soltanto la lingua madre”. “Come? Perche’?”
Totò: “Perché mio padre morì quando io ero bambino…”

Totò

Maria? Che bel nome, perbacco: racchiude tutta una sintesi…

Totò

Io non faccio il cascamorto, se casco, casco morto per la fame.

Totò

Ah, no! Noi nel caffellatte non mettiamo niente! Né latte, né caffè!

Totò

Pasquale: “Non pigliare la pasta grossa ché non la digerisco”. “Pasqua’, tu con questa fame digerisci pure le corde di contrabbasso”.

Totò

La vera miseria è la falsa nobiltà.

Totò

Uno che ha imparato a scrivere, che ha buttato il sangue sui libri deve stare alla mercé di quelli che non sanno scrivere

Totò

Come è gentile per essere una parente: sembra un’estranea!

Totò

Giura su qualcosa di più sacro del tuo onore: la tua fame.

Totò

Dagli amici mi guardi Iddio che dai parenti mi guardo io.

Totò

Se ho fornicato? Io nella vita ho fornicato sempre, mi chiamavano il fornichiere!

Totò

Questi anni lontano da te mi sono sembrati un secolo…anzi un bisecolo.

Totò

Oddio, desto o son sogno?

Totò

Il diavolo si è arrabbiato perché gli ho rotto le corna? Ma non si deve preoccupare, tanto, se è sposato, gli ricrescono.

Totò

Non sono esistenzialista, sono romanista democratico, ma qualche volta tifo per il Napoli.

Totò

Porga tante esequie alla sua signora.

Totò

Sono morto oggi, sono un morto di giornata.

Totò

Voi non sapete chi sono io! I miei successi sono proverbiali, alla Scala di Milano, all’ ippopodromo di Londra…

Totò

Siamo Uomini o Caporali?

Totò

L’umanità io l’ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza.

Totò

Ho preso una botta al malleolo del cervello e per poco non mi veniva la meninge. Ma pensiamo alla salute.

Totò

Che figura ci fa una clinica dei pazzi dove i pazzi sono tutti calmi?

Totò

Il vino bianco va servito assiderato.

Totò

Più conosco gli uomini e più amo le bestie.

Totò

Io sono testimone oculare. .. Veramente, io non ho oculato niente, ma loro dicono così.

Totò

Una mano lava l’altra e tutte due si lavano la faccia.

Totò

Il pazzo va assecondato, io sono propenso all’ assecondamento: mi alleno con mia moglie.

Totò

Io non so se l’erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere fiducia.

Totò

Parola d’onore d’onorevole?

Totò

A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame.

Totò

I nordici prendono il caffè lungo, noi sudici lo prendiamo corto.

Totò

Nel dolore un orbo è avvantaggiato, piange con un occhio solo.

Totò

Ho mandato mia moglie e i miei figli a un funerale, così si divagano un po’.

Totò

Il pavimento è una schifezza, lo so, e mi scuso a nome suo. La prossima volta lo incarto.

Totò

“Io vado a Montecarlo”. “Ah!” “Li c’è il casinò”. “Ma, che bisogno c’è di arrivare a Montecarlo, se il casino lo teniamo già qua”.

Totò

Il tempo stringe e col restringimento sono dolori.

Totò

Un anziano afflitto da pessimismo senile, in pianta stabile sulla terra, con la mania di persecuzione mortuaria.

Totò

Era talmente vecchio che aveva fatto la prima comunione con Garibaldi.

Totò

I conti qualche volta non tornano. Ma io sono duca

Totò

Che mani meravigliose che ha! Ma, mi dica, sono proprio le sue?

Totò

“Mi batte il cuore, Elsa”. “Perché?” “Così… altrimenti sarei morto”.

Totò

Sotto le armi, sotto tutela, sotto processo, sempre sotto a qualche cosa si deve stare?

Totò

Mia moglie è peggio che brutta: è racchia.

Totò

Non ho paura dei rospi perché sono abituato a mia moglie.

Totò

Mia moglie è un tipo apprensivo: sta sempre ad Anzio per me.

Totò

Io la cena fredda la lascio riscaldare: a me la cena fredda piace calda.

Totò

Sei un cafone, hai agito con modi interurbani.

Totò

Io e il mio amico siamo ricchi sfondati; io sono il ricco, lui lo sfondato.

Totò

C’è chi può e chi non può: io può.

Totò

Ho un fratello di nome Peppino: io sono il primogenio, lui il secondogenio, ma è un cretino.

Totò

Adesso che siamo a Milano finalmente, vogliamo andare a vedere questo famoso Colosseo?

Totò

Sono napoletano, membro della CNEF: ‘cca nisciuno è fesso’.

Totò

Se a Milano, quando c’è la nebbia, non si vede, come si fa a vedere che c’è la nebbia?

Totò

“Noio… volevam… volevàn savoir… l’indiriss…ja..”. Vigile: “Eh, ma bisogna che parliate l’italiano, perché io non vi capisco”

Totò

“Sei pronto? Avanti scrivi, incomincia: ‘Signorina…” “Dove sta la signorina?” “Ma che, è entrata una signorina? Va’ avanti, animale, ‘signorina’ è l’intestazione autonoma della lettera”.

Totò

“Punto?” Totò: “Due punti! Ma sì, fai vedere che abbondiamo! Abbondandis in abbondandum!”

Totò

Tutti i giorni lavoro, onestamente, per frodare la legge.

Totò

La fotografia di mio padre stava in tutti i commissariati: era fotogenico.

Totò

Visto che ho un corpo, ho bisogno di una corpa. Mi sono spiegato?

Totò

E tutto queste tecnologie aerospaziali perché? Per conquistare lo spazio! Ma che se ne fanno dello spazio, dico io, che se ne fanno? Che cos’è lo spazio? È niente! È aria, questo è! Conquisti l’aria, apri la finestra e conquisti l’aria!

Totò

Mi occorre una potenza straniera, eccola qua, San Marino! Sì! San Marino! Ma no, San Marino non è una potenza straniera, sono tutti bolognesi!

Totò

Cara, voi siete la mia arma segreta… la bomba anatomica!

Totò

Erano persone che non sapevano fare niente, tranne che mangiare. Mangiavano da professionisti.

Totò

La mia fame è atavica: vengo da una dinastia di morti di fame!

Totò

Eh, sì, ho perduto la memoria… Infatti, nella mia testa, avvengono delle lagune che la laguna di Venezia diventa un’inezia lagunare…

Totò

Bella, questa maison… tres joilè, anche quattro joilè…

Totò

Non tutti i mali vengono per suocere!

Totò

Mi sono detto tra me e me (che tra l’altro dista pochissimi centimetri)…

Totò

Mai che a un rinfresco dessero un piatto di spaghetti caldi!

Totò

Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.

Totò

Prendo tre caffè alla volta per risparmiare due mance.

Totò

Non mi uccida, sono figlio unico!

Totò

Lei è un cretino, s’informi!

Totò

Al mondo ci stanno tante donne, ma non tutte ci stanno. Starci è l’imperfetto del verbo pomiciare.

Totò

Lei è la sorella? E da quanto tempo?

Totò

Sono vent’anni che lei dice di essere un perito, ma non perisce mai. Ma perisca una buona volta, mi faccia il piacere!

Totò

Sono napoletano e quindi ho molta stitichezza col caffè. Pardon, volevo dire dimestichezza: è stato un qui pro quo.

Totò

Ride bene chi ride ultimo! Ed io, da ultimo, mi voglio scompisciare!

Totò

La vita… è una cambiale.

Totò

La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.

Totò

Era una donna meravigliosa, con gli occhi verdi, i capelli rossi, l’abito azzurro e le scarpe gialle. Volete sapere come è andata a finire? In bianco.

Totò

Sei bellissima, affascinante, conturbante, e, se mi è consentito, adiacente.

Totò

Signori si nasce, cretini si muore.

Totò

Signore si nasce, e io lo nacqui, modestamente.

Totò

Cave canem, cave canem, in hoc signo vinces, est est est, mah.

Totò

Scusa ieri cosa ti ho detto? Domani ti pago … e domani ti pago.

Totò

È stata una guerra terribile: granate che scoppiavano a destra, granatine che scoppiavano a sinistra; nella confusione ci uscì pure una mezza gazzosa.

Totò

Dottore, pronto dottore… dottore poi? Puah…! In questo paese non funziona niente, neppure il dottore!

Totò

Cara accanto a te mi sento bollire. Professo’ lei non ci crederà ma se mi fa un uovo e me lo mette in mano io glielo faccio alla cocca.

Totò

E’ la somma che fa il totale.

Totò

Ah, e questa me la chiamate casa? Questa è un abituro, un cunicolo, un’albicocca!

Totò

Che tempi! Gli ospedali tutti pieni, i cimiteri esauriti

Totò

La nostra è un’epoca atomica, un’epoca di reattori, missili, metropolitane e stelle filanti.

Totò

Io le scuse le accetto a casa mia dalle diciassette alle venti e non oltre.

Totò

“Sa che cos’è sua figlia? È una ninfetta!”. “Badi come parla! Noi in casa stiamo tutti quanti bene di salute, mia figlia non ninfetta nessuno!”

Totò

Vi conoscete appena e già volete sposarvi? E che è, un matrimonio tra telegrafisti?

Totò

L’italo-americano: “Di’ in po’ paisà, è un buon bisinis?” Totò: “Ottimo! Ottimo! I soldi nella fontana ce li buttano tutti, e poi ogni tanto la fitto alle case cinematografiche, ci girano le pellicole qua”.

Totò

Vuole vedere il mio curriculum? Ma qui, davanti a tutti? No, non posso… ci sono delle signore.

Totò

Non mi guardi con quegli occhiacci… lei con quegli occhi mi spoglia… Spogliatoio!

Totò

Lo so, dovrei lavorare invece di cercare fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro.

Totò

“Io sono a carico del mio babbo”. “Alla sua età?” “Eh, sono minore!” “Eh, se lei è minore, suo padre cosa sarà?” “Maggiore! Maggiore dei bersaglieri a riposo!”

Totò

La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?

Totò

Diamoci alle orge, facciamocela questa orgiata. Orgiata per due!

Totò

Anche la groviera ha i buchi, e non si lamenta.

Totò

Abusivi di tutti i posteggi urbani e interurbani, unitevi! Che cosa chiediamo noi alle autorità costituite e ricostituite? Un posteggio al sole… Abusivi, qui si abusa, si sta abusando!

Totò

"Se non c’è nessuno, perché non mi risponde qualcuno per dirmi che non c’è nessuno?

Totò

Per prendere un caffè e tradire la moglie c’è sempre tempo.

Totò

L’opulenza femminile è un dono, ma non tutte le opulenze riescono col buco.

Totò

Un uomo di novantaquattro anni non ha bisogno del medico: può morire tranquillamente da solo.

Totò

Lo so, sono vigliacco, ma sono vivo: meglio un vigliacco vivo che un coraggioso morto.

Totò

Questo caffè è una ciofeca! Sull’insegna, invece che «Caffè dello Sport», dovete scrivere «Ciofeca dello Sport».

Totò

Sì! A voi lo dico! Siete un “Marcista”! [rivolto a un fascista che ha fatto la marcia su Roma]

Totò

E lei mi sta scocciando! Lei è un paziente che non ha pazienza, che paziente è!? Abbia pazienza!

Totò

A me i funerali mi danno sempre una grande emozione. Sì, sì: mi vengono giù dei lacrimoni, come se fosse successo chissà che cosa…

Totò

Non sono brutto, ma mi arrangio.

Totò

Io prode? No, a me non mi prode nulla.

Totò

Soldati, richiamati, riformati! Vi ho radunato in questo pubblico deserto…

Totò

Il nostro paese è un paese di navigatori, di santi, di poeti e di sottosegretari.

Totò

Smemorati di tutto il mondo, uniamoci!

Totò

Zanini, mi tolga le mani di dosso. Lei mi è stato antipatico dal primo momento in cui l’ho vista: è stato un colpo di fulmine!

Totò

“Parigi è una città poco seria, Parigi non fa per noi, noi andiamo a Madrid!” “Ci sono i toreri!” “E chi volevi trovare gli Esquimesi!”

Totò

Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira.

Totò

La vita è una lotta continua e discontinua.

Totò

Italiani, dormite pure, borghesi pantofolai, tanto qui c’è l’insonne che vi salva; mentre voi dormite, La Trippa lavora. Vota Antonio, vota Antonio!

Totò

Do ut des, ossia tu dai tre voti a me, che io do tre appalti a te.

Totò

Gli elettori, ingenui fessacchiotti, creduloni. Pensate un po’ che votano i candidati nella speranza che quelli, una volta arrivati a Montecitorio, facciano il loro dovere.

Totò

Democrazia significa che ognuno può dire tutte le fesserie che vuole.

Totò

Siccome sono democratico, comando io.

Totò

Italiani! Elettori! Inquilini! Coinquilini! Casiliani! Quando sarete chiamati alle urne, per compiere il vostro dovere, ricordatevi un nome solo: Antonio La Trippa. Italiano! Vota Antonio La Trippa! Italiano! Vota La Trippa!
[Voce dal cortile] …sì, ar sugo!”

Totò

Abbiamo vegliato la salma per tutta la notte; è stato un veglione.

Totò

Avete il piede destro al posto del sinistro: Invertito!

Totò

Lei discende dai Borboni? Allora siamo parenti: da piccolo in casa tenevo un barboncino.

Totò

Modestamente, la circolazione ce l’ho nel sangue

Totò

La sua vita si svolge tra casa e chiesa… E va be’, ma nel tragitto cosa succede?

Totò

Non posso farti fesso perché lo sei già.

Totò

A me i gatti neri mi guardano in cagnesco

Totò

“Ho la sensazione che ci siamo già conosciuti altrove…”. Totò: “Non è possibile, sa, non credo: perché io altrove non ci sono mai stato.

Totò

Che fine ha fatto Totò baby?

Totò

Lei è vedovo di moglie? Colgo l’occasione per farle le mie congratulazioni.

Totò

I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male.

Totò

A volte, anche un cretino ha un’idea.

Totò

Ai postumi l’ardua sentenza.

Totò

Donne, non scappate davanti a me; ché, mi avete preso per uno spaventapassere?

Totò

Sono caduto e mi sono fatto male al Vomero.

Totò

Per avere una grazia da San Gennaro bisogna parlargli da uomo a uomo.

Totò

“L’appuntamento è qui all’ una di notte in punto. All’ una, capito?” “All’ una di notte?”
“Alle venticinque”.

Totò

La notizia per ora è sottufficiale, poi diventerà ufficiale.

Totò

L’ignorante parla a vanvera.
L’intelligente parla poco.
‘O fesso parla sempre.

Totò

Quello che ho detto ho detto. E qui lo nego!

Totò

Gli avvocati difendono i ladri. Sa com’è… tra colleghi.

Totò

I cani sono per metà angeli e per metà bambini.

Totò

Il denaro fa l’uomo ricco, l’educazione lo fa signore!

Totò

L’educazione è come una camicia bianca… Non passa mai di moda.

Totò

Gli italiani prima hanno perso la guerra, poi hanno perso la pace.

Totò

Al mio funerale sarà bello assai perché ci saranno parole, paroloni, elogi, mi scopriranno un grande attore: perché questo è un bellissimo paese, in cui però per venire riconosciuti qualcosa, bisogna morire.

Totò

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