Frase di Oriana Fallaci: In Italia si parla sempre di Diritti e mai di Doveri. In…
In Italia si parla sempre di Diritti e mai di Doveri.
In Italia si finge di ignorare o si ignora che ogni Diritto comporta un Dovere,
che chi non compie il proprio dovere non merita alcun diritto.
Attribuzione da verificare
Altre frasi di Oriana Fallaci
TutteNon si regala l’anima a chi non è disposto a regalare la sua.
Tu che non sai perché rido così forte quando rido,
e piango così fitto quando piango, e mi accontento di così poco quando mi accontento, ed esigo tanto quando esigo.
Ogni persona libera, ogni giornalista libero,
deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia. E se non lo fa è nell’ ordine: un imbecille, un disonesto, un fanatico.
Gli Osama Bin Laden sono decine di migliaia, ormai,
e non stanno soltanto in Afghanistan o negli altri paesi arabi.
Stanno dappertutto, e i più agguerriti stanno proprio in Occidente.
Nelle nostre città, nelle nostre strade, nelle nostre università, nei gangli della tecnologia.
Quella tecnologia che qualsiasi ottuso può maneggiare.
La Crociata è in atto da tempo.
E funziona come un orologio svizzero, sostenuta da una fede e da una perfidia paragonabile soltanto alla fede e alla perfidia di Torquemada quando gestiva l’Inquisizione. Infatti trattare con loro è impossibile.
Ragionarci, impensabile.
Trattarli con indulgenza o tolleranza o speranza, un suicidio.
E chi crede il contrario è un illuso.
Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire,
specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico.
Sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge,
perché è finita l'angoscia dell'attesa, non è incominciata la malinconia del declino,
perché siamo lucidi, finalmente, a trent'anni!
Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna.
E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani,
non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista,
non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo,
ad abbandonarci se ci perdiamo:
i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo.
Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.
Siamo un campo di grano maturo, a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi:
la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.
È viva ogni nostra gioia,
è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più,
si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più.
Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti,
la strada per cui scenderemo.
Un po' ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti,
a meditare sulla nostra fortuna.