Frase di Oriana Fallaci: Se tu fossi stato con me t’avrei chiesto scusa. Oppure aiuto. Invece…
Se tu fossi stato con me t’avrei chiesto scusa.
Oppure aiuto.
Invece non c’eri; incredibile come gli altri manchino sempre nei momenti in cui se ne ha bisogno;
passi giorni, mesi, anni interi con qualcuno a cui non hai da dir nulla e nel momento in cui hai da dirgli qualcosa,
magari scusami, aiuto, lui non c’è e tu sei solo.
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Altre frasi di Oriana Fallaci
TutteNon capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende,
se non si combatte, la Jihad vincerà.
E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire,
a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto.
Distruggerà la nostra cultura,
la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale, i nostri valori, i nostri piaceri.
Io non mi sono mai sentita tanto viva come dopo una battaglia dalla quale sono uscita viva e indenne.
[…] è dopo aver vinto quella sfida che ti senti così vivo.
Vivo quanto non ti senti nemmeno nei momenti più ubriacanti di gioia o nei momenti più travolgenti d’amore.
La vita è una strada di sassi,
sassi contro cui si inciampa, si cade, ci si ferisce.
Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro.
Ma neanche questo basta perché mentre proteggi i piedi c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa.
Sono stupendi i trent'anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque!
Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge,
perché è finita l'angoscia dell'attesa, non è incominciata la malinconia del declino,
perché siamo lucidi, finalmente, a trent'anni!
Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti.
Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna.
E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani,
non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.
Non temiamo il peccato perché abbiamo capito che il peccato è un punto di vista,
non temiamo la disubbidienza perché abbiamo scoperto che la disubbidienza è nobile.
Non temiamo la punizione perché abbiamo concluso che non c'è nulla di male ad amarci se ci incontriamo,
ad abbandonarci se ci perdiamo:
i conti non dobbiamo più farli con la maestra di scuola e non dobbiamo ancora farli col prete dell'olio santo.
Li facciamo con noi stessi e basta, col nostro dolore da grandi.
Siamo un campo di grano maturo, a trent'anni, non più acerbi e non ancora secchi:
la linfa scorre in noi con la pressione giusta, gonfia di vita.
È viva ogni nostra gioia,
è viva ogni nostra pena, si ride e si piange come non ci riuscirà mai più,
si pensa e si capisce come non ci riuscirà mai più.
Abbiamo raggiunto la cima della montagna e tutto è chiaro là in cima: la strada per cui siamo saliti,
la strada per cui scenderemo.
Un po' ansimanti e tuttavia freschi, non succederà più di sederci nel mezzo a guardare indietro e in avanti,
a meditare sulla nostra fortuna.
“Perché quasi niente quanto la guerra,
e niente quanto una guerra ingiusta,
frantuma la dignità dell'uomo.”
La Vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero.
È un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagorico di voci e di volti,
di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino.