Frase di Gianni Agnelli: “Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo…

“Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo tutto al diritto di proprietà e al diritto di successione, io vi ho aggiunto il dovere della responsabilità”.
“Mio nonno certamente disse che bisogna togliersi tutto dalla testa prima di cominciare a lavorare seriamente. Lui mi richiamò in Fiat come vicepresidente accanto a lui. Avevo 23 anni e mezzo. Poi io andai di nuovo via, di nuovo a fare il soldato per un certo periodo, poi rientrai”.

Gianni Agnelli

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“L’autista non guida mai. Guido sempre io, è un’abitudine. Una volta, quando si andava a cavallo, si diceva ‘c’è chi preferisce stare a cassetta e chi preferisce stare in carrozza’. Io preferisco stare a cassetta”.

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“Io non ho nessuna passione per la politica e per i politici. Riconosco che è un’attività necessaria e anzi che, almeno in teoria, è la più nobile di tutte, quella che gestisce gli interessi della polis, della comunità. Ma non mi piace l’inevitabile parzialità dei partiti e l’altrettanto inevitabile egoismo di chi li guida. Infine: la Fiat ha un peso nell’economia e nella società italiana che non si può combinare con uno schieramento politico”.

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“De Mita lo conosco da più tempo che Craxi. È un tipico intellettuale meridionale, di quelli che sembrano essersi formati nella Magna Grecia”.

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“Nella mia vita ho avuto due cariche elettive pubbliche, quella di presidente di Confindustria in una situazione di emergenza e quella di sindaco di Villar Perosa, per 35 anni: un’esperienza utilissima per capire i problemi della gente, il costo dell’illuminazione della città, la vita del paese, il peso del parroco, il lavoro della maestra”.

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John è giovane ma ha dimostrato di possedere notevoli capacità e doti morali.

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“C’è un contributo che do in modo indiretto e di cui non ho alcun merito: quando la gente, gli stranieri, vedono l’Italia, nel panorama dell’Italia vedono che ci sono, che ci sto, e che ci credo; questo fatto viene interpretato come il segno che a questo Paese si può dare fiducia, che quella italiana è una società a cui si può dare credito, se Agnelli e la Fiat e ciò che rappresentano vi hanno un posto sicuro.”

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