Frasi di Alexandre Dumas - "Il visconte di Bragelonne"
Signore, lo sapete che ho viaggiato molto, che ho passato due anni lontano da lei. Qualunque abitudine si rompe in due anni, credo... Ebbene, al ritorno, io amavo, non di più, che sarebbe stato impossibile, ma come prima.
Più amici, più avvenire, più nulla! Le mie forze sono infrante, come il fascio della nostra passata amicizia. Oh! La vecchiaia arriva, fredda, inesorabile; avvolge nel suo velo funebre tutto ciò che riluceva, tutto quello che odorava al tempo della giovinezza; poi si carica sulle spalle il dolce fardello e lo porta con tutto il resto, in quell'abisso senza fondo che è la morte.
Dite "Io voglio", e tutta la mia vita è incatenata alla vostra, e tutto il mio cuore è vostro per sempre.
Oh! Se sapeste ciò che è veramente un cuore, vi spiegherei e vi convincerei; un cuore innamorato è più forte di tutta la vostra civetteria e di tutta la vostra fierezza. Una donna non è mai amata, io le credo e Dio m'ascolta; un uomo non ama mai con idolatria se non si sente amato. Lasciate ai vecchi del teatro di credersi adorati dalle civette. L'uomo giovane se n'intende, non prende abbaglio; può avere e la civetta un desiderio, un'effervescenza, un rovello, vedete che vi faccio il campo libero e vasto; insomma, la civetta può farlo impazzire, ma non lo innamora. L'amore, care mie, come lo concepisco io, è un sacrificio incessante, assoluto, intero; ma non è il sacrificio di una sola delle due parti unite. È l'abnegazione completa delle due anime che vogliono fondersi in una sola.
Una terra dove l'uomo incensa la donna per farla cadere stordita e poi la insulta quand'è caduta!
Gli uomini, che sono sciocchi in molte cose, lo sono soprattutto in questa: che confondono sotto la parola "civetteria" la fierezza d'una donna e la sua variabilità. Io sono fiera, vale a dire imprendibile; tratto male i pretendenti, ma senza alcuna pretesa sotterranea di trattenerli. Gli uomini dicono che sono civetta, perché hanno l'amor proprio di credere che li desidero.
L'occhio di una donna sa leggere tutto l'orgoglio o tutta la sofferenza sulla fisionomia dell'uomo amato: si direbbe che, in ragione della loro debolezza, Iddio abbia voluto dare alle donne più di quello che da alle altre creature.
Esse possono celare i loro sentimenti all'uomo; l'uomo non può celare alla donna i propri.
C'è, nel modo in cui si fa un elogio, nella voce del lodatore, nel suo accento affettuoso, un veleno così dolce che l'animo più forte ne rimane talvolta inebriato.
Ecco una donna la quale non si immagina che noi andiamo alla morte per lei!
Oh! Tu non mi hai mai amato, perché non mi hai mai guardato così!
L'amore assolve tutto, Raul.
La felicità della donna che si ama, quando questa felicità viene da un rivale, è una tortura per un geloso. Ma per un geloso com'era Raul, per questo cuore che per la prima volta si impregnava di fiele, la felicità di Luisa era una morte ignominiosa, la morte del corpo e dell'anima.
E, dal giorno prima, egli si era preoccupato continuamente di questa ragazza al punto di non pensare che a lei, di non desiderare che lei; dal giorno prima, la sua immaginazione s'era divertita a vestire l'immagine di lei di tutte le grazie che le mancavano; lui, insomma, assediato da tanti affari, che tante donne desideravano, aveva consacrato, dal giorno prima, tutti gli istanti della sua vita, tutti i palpiti del suo cuore, a quest'unico sogno.
È che, infatti, quei quattro uomini, d'Artagnan, Athos, Porthos e Aramis, erano venerati da chiunque portasse la spada, come nell'antichità erano venerati i nomi di Ercole, di Teseo, di Castore e di Polluce.
Oh! Non temete nulla, siete amato, siete amato, di Guiche. Sentite tutto il valore di queste parole? Esse significano che voi potete andare a testa alta, che potete dormir tranquillo, che potete ringraziare Iddio in ogni istante della vostra vita! Siete amato: questo significa che potete comprendere, sentire tutto: anche il consiglio di un amico che vuole conservarvi la vostra felicità. Siete amato, di Guiche, siete amato! Non dovrete passare quelle notti atroci, quelle notti senza fine che, con l'occhio arido e il cuore divorato, attraversano altre persone destinate a morire.
"Credo, o almeno spero," fece Raul, cupamente, "che ciò che amo sia degno di me, ma se fosse vero che è un amore indegno, come voi tentate di farmi credere, signor Duca, me lo strapperò cuore, dovessi strapparmi con l'amore anche il cuore".
Bisogna volere quel che si vuole, a meno che non si possa quel che si vuole.
Un uomo che ama si tradisce.
La cosa meno comune nella storia così complicata dell'amore è la duplice inoculazione dell'amore in due cuori: nessuna simultaneità come nessuna eguaglianza: l'uno ama quasi sempre prima dell'altro, l'uno finisce d'amare quasi sempre dopo l'altro.
Sì è un uomo che amo e che ammiro: lo amo perché è buono, grande, leale; lo ammiro perché rappresenta per me il punto culminante della potenza umana; ma, pur amandolo e ammirandolo, lo temo e lo prevengo.