Frasi di Antoine de Saint-Exupéry
Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.
Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.
Amico mio, accanto a te non ho nulla di cui scusarmi, nulla da cui difendermi, nulla da dimostrare: trovo la pace… Al di là delle mie parole maldestre tu riesci a vedere in me semplicemente l’uomo.
"Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle,
sembra che siano così belle.
Addio – disse la volpe.
Ecco il mio segreto.
E’ molto semplice:
Non si vede bene che con il cuore.
L’essenziale e’ invisibile agli occhi.
È molto più difficile giudicare se stessi che gli altri,
se riesci a giudicarti bene è segno che sei veramente un saggio.
I grandi amano le cifre.
Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali.
Non si domandano mai: “Qual è il tono della sua voce?
Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?”
Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli?
Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?”
Allora soltanto credono di conoscerlo.
Tutti i grandi sono stati piccoli,
ma pochi di essi se ne ricordano.
Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle,
questo basta per farlo felice quando lo si guarda.
Sai..quando si è molto tristi si amano i tramonti.
Quest’uomo, si disse il piccolo principe,
quest’uomo sarebbe disprezzato da tutti, dal re, dal vanitoso, dall’ ubriacone, dall’ uomo d’affari.
Tuttavia è il solo che non mi sembri ridicolo.
Forse perché si occupa di altro che non di se stesso.
E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
Le parole sono una fonte di malintesi.
Che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto,
quello che fa la loro bellezza è invisibile.
Certo che ti farò del male.
Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo.
Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza.
Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno.
Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.
Il Piccolo Principe fini sulla terra, nel bel mezzo del deserto.
"Dove sono gli uomini?" disse il Piccolo Principe;
"si é un pò soli nel deserto".
"Si é soli anche con gli uomini" rispose il serpente.
Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose.
Amare non è guardarsi a vicenda, ma guardare nella stessa direzione!
Non ho saputo capire niente allora!
Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole.
A che ti serve possedere le stelle?
chiese il Piccolo Principe all’uomo.
"Mi serve ad essere ricco".
"E a che serve essere ricco?".
"A comperare delle altre stelle se qualcuno ne trova",
"Io", disse il Piccolo Principe,
possiedo un fiore che innaffio tutti i giorni e possiedo tre vulcani dei quali spazzo il camino tutte le settimane.
E’ utile ai miei vulcani e al mio fiore che li possegga.
Ma tu non sei utile alle stelle’.
Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare.
E’ molto più difficile giudicare se stessi che gli altri.
Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse,
visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.
Tu avrai, tu solo, delle stelle che saranno ridere!
Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.
Il Piccolo Principe incontrò un mercante di pillole che calmavano la sete.
"Perché vendi questa roba?" chiese il Piccolo Principe.
"E’ una grossa economia di tempo" disse il mercante "gli esperti hanno fatto dei calcoli.
Si risparmiano 53 minuti alla settimana".
"E che cosa se ne fa di questi 53 minuti?"
chiese perplesso il Piccolo Principe.
"Se ne fa quel che si vuole..."
rispose sicuro il mercante.
"Io" disse il Piccolo Principe "se avessi 53 minuti da spendere,
camminerei adagio,adagio verso la fontana".
Non ti chiedo miracoli o visioni, ma la forza di affrontare il quotidiano.
Preservami dal timore di poter perdere qualcosa della vita.
Non darmi ciò che desidero ma ciò di cui ho bisogno.
Insegnami l’arte dei piccoli passi.
Sollevai il secchio fino alle sue labbra.
Bevette con gli occhi chiusi. Era dolce come una festa.
Quest’acqua era ben altra cosa che un alimento.
Era nata dalla marcia sotto le stelle.
Dal canto della carrucola, dallo sforzo delle mie braccia.
Faceva bene al cuore, come un dono.
È molto semplice: non vedo bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi.
Gli uomini? Ne esistono, credo, sei o sette.
Li ho visti molti anni fa. Ma non si sa mai dove trovarli.
Il vento li spinge qua e là.
Non hanno radici, e questo li imbarazza molto.