Frasi di Camillo Benso conte di Cavour

L’Italia del Settentrione è fatta, non vi sono più né Lombardi, né Piemontesi, né Toscani, né Romagnoli, noi siamo tutti italiani;
ma vi sono ancora i Napoletani.
Oh! vi è molta corruzione nel loro paese.
Non è colpa loro, povera gente: sono stati così mal governati!
E quel briccone di Ferdinando!
No, no, un governo così corruttore non può essere più restaurato:
la Provvidenza non lo permetterà.
Bisogna moralizzare il paese, educar l’infanzia e la gioventù, crear sale d’asilo, collegi militari:
ma non si pensi di cambiare i Napoletani ingiuriandoli.
Essi mi domandano impieghi, croci, promozioni.
Bisogna che lavorino, che siano onesti, ed io darò loro croci, promozioni, decorazioni;
ma soprattutto non lasciar passargliene una:
l’impiegato non deve nemmeno esser sospettato.
Niente stato d’assedio, nessun mezzo da governo assoluto.
Tutti son capaci di governare con lo stato d’assedio.
Io li governerò con la libertà,
e mostrerò ciò che possono fare di quel bel paese dieci anni di libertà.
In venti anni saranno le provincie più ricche d’Italia.
No, niente stato d’assedio:
ve lo raccomando.

Camillo Benso conte di Cavour