Frasi di Fernando Pessoa
La vita, per la maggior parte degli uomini, è un fastidio che passa senza che se ne accorgano, una cosa triste, costituita da intervalli allegri.
La neve pose una tovaglia silenziosa su tutto.
Non si sente se non ciò che accade dentro casa.
Mi avvolgo in una coperta e non penso neppure a pensare.
Sento un piacere d’animale e vagamente penso, e m’addormento senza minor utilità di tutte le azioni del mondo.
Tutto è imperfetto, non c’è tramonto così bello da non poterlo essere di più.
Un tramonto è un fenomeno intellettuale.
Il tramonto si diffonde fra le nuvole isolate, separate in tutto il cielo.
Riflessi di ogni colore, riflessi tranquilli, riempiono le varietà dell’aria in alto,
fluttuano assenti nelle grandi pene dell’altitudine. Sui tetti alti, metà-colore,
metà-ombre, gli ultimi lenti raggi del sole che scompare assumono forme di colore che non sono né le loro né delle cose su cui si posano. C’è una grande pace al di sopra del livello rumoroso della città che sta anch'essa tornando alla tranquillità.
Tutto respira al di là del colore e del rumore, in un sospiro profondo e muto.
l tramonto si diffonde fra le nuvole isolate, separate in tutto il cielo.
Riflessi di ogni colore, riflessi tranquilli, riempiono le varietà dell’aria in alto,
fluttuano assenti nelle grandi pene dell’altitudine.
Sui tetti alti, metà-colore, metà-ombre, gli ultimi lenti raggi del sole che scompare assumono forme di colore che non sono né le loro né delle cose su cui si posano.
C’è una grande pace al di sopra del livello rumoroso della città che sta anch’essa tornando alla tranquillità. Tutto respira al di là del colore e del rumore, in un sospiro profondo e muto.
Não o prazer, não a glória, não o poder: a liberdade
Non il piacere, non la gloria, non il potere: la libertà
O sonhador é que é o homem de ação
È il sognatore l’uomo d’azione
L'uomo è diverso dall'animale solo perché non sa esserne uno preciso.
Ogni volta che qualcuno mi dice che ha sognato, mi chiedo se si rende conto che non ha mai fatto altro che sognare.
E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?
Il sogno è vedere le forme invisibili
della distanza imprecisa.
Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d’essere niente.
A parte questo,
ho in me tutti i sogni del mondo.
L’uomo non sa di più degli altri animali; ne sa di meno.
Loro sanno quel che devono sapere.
Noi, no.
Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo.
Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni.
La vita è ciò che facciamo di essa.
I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo.
Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente perché l’anima non abbia radici!
Andare avanti, inseguire l’assenza di avere un fine e dell’ansia di raggiungerlo.
Dal mio quarto piano sopra l’infinito, nella plausibile intimità della sera che scende, alle finestre verso lo spuntare delle stelle, i miei sogni viaggiano in sintonia con la distanza evidente per i viaggi verso paesi sconosciuti, o immaginati o soltanto impossibili.
Vorrei vivere diverso in paesi lontani.
Vorrei morire altro fra bandiere sconosciute.
Benedetti siano gli istanti, i millimetri, e le ombre delle piccole cose.
L’amore è uno scampolo mortale di immortalità.
Non conosco altra ragione di amarti che amarti.
Ogni volta che ho amato ho finto di amare, e ho finto con me stesso.