Frasi di Primo Levi
La memoria umana è uno strumento meraviglioso ma fallace. È questa una verità logora, nota non solo agli psicologi, ma anche a chiunque abbia posto attenzione al comportamento di chi lo circonda, o al suo stesso comportamento.
“Perché la memoria del male non riesce a cambiare l’umanità? A che serve la memoria?”
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”
“La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni.”
Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta della felicità sulla terra.
Guai a sognare: il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta.
Perché sono belle le farfalle? Non certo per il piacere dell’uomo, come pretendevano gli avversari di Darwin: esistevano farfalle almeno cento milioni di anni prima del primo uomo. Io penso che il nostro stesso concetto della bellezza, necessariamente relativo e culturale, si sia modellato nei secoli su di loro, come sulle stelle, sulle montagne e sul mare.
Ma la suggestione delle farfalle non nasce solo dai colori e dalla simmetria: vi concorrono motivi più profondi. Non le definiremmo altrettanto belle se non volassero, o se volassero diritte come le api, o se pungessero, o soprattutto se non attraversassero il mistero conturbante della metamorfosi: quest’ultima assume ai nostri occhi il valore di una messaggio mal decifrato, di un simbolo e di un segno.
Nella nostra civilità (ma non in tutte) sono ‘belli’ i colori vivaci e la simmetria, e cosi sono belle le farfalle.
Ora, la farfalla è una vera fabbrica di colori: trasforma in pigmenti smaglianti i cibi che assorbe ed anche i suoi stessi prodotti di escrezione.
Non solo: sa ottenere i suoi splendidi effetti metallici ed iridescenti con puri mezzi fisici, sfruttando soltanto gli effetti di interferenza che osserviamo nelle bolle di sapone e nei veli oleosi che galleggiano sull’acqua
Se potessi mi riempirei la casa di tutti gli animali possibili.
Farei ogni sforzo non solo per osservarli, ma anche per entrare in comunicazione con loro.
Non farei questo in vista di un traguardo scientifico (non ne ho la cultura né la preparazione),
ma per simpatia, e perché sono sicuro che ne trarrei uno straordinario arricchimento spirituale e una più compiuta visione del mondo.
In mancanza di meglio, leggo con godimento e stupore sempre rinnovati molti libri vecchi e nuovi che parlano di animali,
e mi pare di ricavarne un nutrimento vitale,
indipendentemente dal loro valore letterario o scientifico.
Possono anche essere pieni di bugie, come il vecchio Plinio: non ha importanza,
il loro valore sta nei suggerimenti che forniscono.