Frasi sulla montagna
Tutte le volte che comincio ad arrampicare avviene in me una trasformazione.
Quando le mie mani poggiano sulla roccia, sparisce ogni stanchezza e ogni malavoglia.
Una forza sconosciuta entra nel mio sangue, e più mi arrampico, più forte mi sento, e sempre più facili mi sembrano i passaggi.
Forse è proprio questo il motore dell’arrampicata:
come pesci nell’acqua, come uccelli in aria, come camosci sulle rocce, solo la simbiosi con l’ambiente fa di un uomo un buon alpinista.
La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti:
per coloro che desiderano riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte.
La montagna ci offre la cornice … tocca a noi inventare la storia che va con essa!
Con la montagna, ci si scopre canna,
spinta a fare dei fori negli angoli giusti perché passi il soffio della vita e ne esca la più bella musica possibile.
Non misurare mai l’altezza del monte prima d’aver raggiunto la cima.
Allora vedrai quanto era basso.
La montagna è come un amore:
se sei respinto, è meglio tornare indietro e non insistere.
Per me alpinismo è viaggio di superficie, scambio tra due epidermidi, la roccia e le falangi delle dita.
Alpinismo è per me aria aperta.
Anima, sii come la montagna:
che quando tutta la valle
è un grande lago di viola
e i tocchi delle campane vi affiorano
come bianche ninfee di suono,
lei sola, in alto, si tende
ad un muto colloquio col sole
Difficoltà estrema, vuol dire al limite delle possibilità umane.
Però è una parola elastica anche questa.
Io non so se più di una volta o due in Montagna mi sentii impegnato fino alla mia possibilità ultima.
Credo di aver quasi sempre superato i miei passaggi estremamente difficili pur sentendo di non aver dato tutto me stesso, ma avendo dietro di me ancora un certo margine di possibilità e una certa riserva di forze.
Questo dovrebbe essere il modo più sicuro per andare in montagna.
Nessuno può dire di aver sentito il mormorio delle acque,
se non ha sentito il concerto con il quale la montagna saluta la primavera.
Quassù non vivo in me, ma divento una parte di ciò che mi attornia.
Le alte montagne sono per me un sentimento.
Mi sono sentito sempre estremamente fragile davanti agli elementi della montagna:
da un lato, uno scheletro con la carne intorno, dall'altro, forze su cui ci si strofina, la roccia, il ghiaccio, le tempeste.
Belle sono le grandi avventure sulle pareti immense, in piena solitudine:
la lotta silenziosa ha inizio; l’uomo, quando ha di fronte la natura, ha di fronte se stesso e la battaglia si sublima.
Quale miglior campo d’azione può esservi che la montagna?
L’asprezza della natura e la potenza della lotta continua sono presenti in ogni particolare:
dal cirro sfilacciato alla roccia compatta; dagli spigoli smussati dei sassi ai pini ritorti;
dalla frana alla valanga, tutto, insomma,
un complesso di elementi che testimoniano quali forze usano scontrarsi.
Vado in montagna più per la paura di non vivere che per quella di morire.
Una volta arrivati sulla vetta ci siamo voltati, e ci si è presentata una bellissima vista. L’atmosfera splendidamente chiara; il cielo azzurro intenso; le valli profonde; i profili selvaggiamente frastagliati; i cumuli di detriti ammassati nel corso dei secoli; le rocce dai colori vividi, in contrasto con le quiete montagne innevate; tutto questo insieme creava uno scenario che nessuno avrebbe potuto immaginare.
Alcune ore di salita in montagna fanno di un briccone e di un santo due creature quasi uguali.
La stanchezza è la via più breve verso l’uguaglianza e la fratellanza – e la libertà viene infine aggiunta dal sonno.
Donde vengono le montagne più alte? chiedevo in passato.
E allora imparai che esse vengono dal mare.
Questa testimonianza sta scritta nelle loro rocce e nelle pareti delle loro cime.
Dall'abisso più fondo, la vetta più alta deve giungere alla sua altezza.
Qualcosa è nascosto. Vai a cercarlo.
Vai e guarda dietro i monti.
Qualcosa è perso dietro i monti. Vai! È perso e aspetta te.
Ogni volta nella vita è come nella natura:
parli con la montagna e ti risponde l’abisso
Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne.
La Montagna non è una sfilata di moda, o la conoscenza alfabetica di tutte le ferrate esistenti, né tanto meno dei tempi di percorrenza delle stesse; la Montagna non è la pista da sci da 2000 sciatori/ora, la cabinovia, la funivia, lo ski-lift, e neanche il rifugio-albergo 3 stelle con scale anti-incendio e TV a colori.
Ci arrampichiamo perché le montagne sono la nostra chiesa.
In effetti, Lui – Il Creatore, Allah, Dio, il grande Schiacciamosche o Buddha – non può essere più grande della vista di un’aurora boreale a -50oC, quando il vento ronza su una pinna di ghiaccio e la luce si apre un varco diretto nella tua anima.
Ogni montagna diversa dalle altre,
ognuna una vita diversa che hai vissuto.
Arrivi in cima dopo aver rinunciato a tutto quello che credevi necessario alla sopravvivenza e ti trovi solo con la tua anima.
In quel vuoto puoi esaminare, in un’ottica diversa,
te stesso e tutti i rapporti e gli oggetti che fanno parte del mondo normale.
Le montagne non sono stadi dove soddisfo la mia ambizione di arrivare.
Sono cattedrali, grandiose e pure, i templi della mia religione.
Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male.
Qui non palazzi, non teatro o loggia ma’n lor vece un abete, un faggio, un pino.
Tra l’erba verde e’l bel monte vicino levan di terra al cielo nostr’intelletto.
Camminare per me significa entrare nella natura.
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica.
Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi.
Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento.
La montagna insegna a vivere: questa frase l’ho udita spesso, ma… non è vera.
C’è gente che frequenta i monti da una vita e non ha imparato un tubo!
La montagna al massimo regala emozioni a chi è sensibile ed educato.
Oggi non frequento quasi più le montagne famose perché sono diventate di moda, quindi caotiche.
Alla loro base sorgono i più grandi parcheggi d’Europa.
Ormai, su quelle vette cade neve colorata firmata da prestigiosi stilisti.
Con i valloni deserti, con le gole tenebrose, con i crolli improvvisi di sassi,
con le mille antichissime storie e tutte le altre cose che nessuno potrà dire mai…”
A salvare la Alpi non saranno gli ecologisti, ma chi rifiuta il consumismo,
chi si accontenta di mangiare pane e formaggio e di camminare con le proprie gambe.
La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo.
Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele,
però sincera come non accade sempre nel quotidiano.
La via verso la cima è come il cammino verso se stessi, solitario.
L’alpinismo è un’attività sfiancante.
Uno sale, sale, sale sempre più in alto, e non raggiunge mai la destinazione.
Forse è questo l’aspetto più affascinante.
Si è costantemente alla ricerca di qualcosa che non sarà mai raggiunto.
L’essere umano vive in città, mangia senza fame e beve senza sete,
si stanca senza che il corpo fatichi, ricorre il proprio tempo senza raggiungerlo mai.
E’ un essere imprigionato, una prigione senza confini da cui è quasi impossibile fuggire.
Alcuni esseri umani però a volte, hanno bisogno di riprendersi le proprie vite, di ritrovare una strada maestra.
Non tutti ci provano, in pochi ci riescono.
Questa ‘malattia’, è anche una dipendenza. Non pensavo d’essere dipendente dalla montagna.
L’ho capito negli ultimi metri dell’Everest, quella volta ero stremato, ma ho sentito che se non avessi raggiunto la cima sarei dovuto tornare lassù, dentro di me ne avevo troppo bisogno.
E’ questa dipendenza dalla montagna che ti spinge sempre avanti.
Nelle vibranti e libere corse sulle rocce tormentate, nei lunghi e muti colloqui con il sole e con il vento, con l’azzurro, nella dolcezza un po’ stanca dei delicati tramonti, ritrovavo la serenità e la tranquillità.
E l’ebbrezza di quell’ora passata lassù isolato dal mondo, nella gloria delle altezze,
potrebbe essere sufficiente a giustificare qualunque follia.
L’alpinista è un uomo che conduce il proprio corpo là dove un giorno i suoi occhi hanno guardato. E che ritorna.
Il silenzio della montagna è ancora più bello quando gli uccelli sono in silenzio.
Nella quiete della sera anche la grande montagna sembra ripiegare le sue ali
La forza della montagna è come la forza gravità sulla mia anima.
Un uomo senza difetti è una montagna senza fessure. Non mi interessa.
Lassù provammo quel fascio quasi inestricabile di particolari sentimenti,
che si suole chiamare il senso della vetta. Il mondo esterno, l’interno e il cosmico si compenetrano a vicenda.
Quando abbiamo camminato per due ore in una montagna, si è più intelligenti.
L’amore è un abbraccio soffice di cielo e di nuvole su una cima raggiunta col cuore in festa.
Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna.
Io credetti e credo la lotta con l’Alpe utile come il lavoro, nobile come un’arte, bella come una fede.
La fede muove le montagne, sì: le montagne di sciocchezze.
Una giornata bene impiegata nelle Alpi è come una grande sinfonia…
Ogni passo di un’ascensione ha una bellezza in se stesso.
Le montagne non sono l’assoluto, ma lo suggeriscono.
Le montagne sono il principio e la fine di ogni scenario naturale.
Raggiungere la cima è facoltativo, tornare indietro è obbligatorio.
Scalare non serve a conquistare le montagne;
le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un’avventura non siamo più gli stessi
Ho portato il mio Io sul punto piu' alto e lo lascio lassù,
l’Io che voglio essere. Scendo con l’Io che sono
Mi escono battute sarcastiche quando leggo o sento definire la montagna assassina.
La montagna non è assassina, se ne sta lì e basta.
Siamo noi i killer di noi stessi, che non sappiamo vivere, che usiamo il profumo per l’uomo che non deve chiedere mai, che abbiamo dimenticato la carità, la riconoscenza, il rispetto, che distruggiamo la natura
La continuità dei grandi spettacoli ci rende sublimi o stupidi.
Sulle alpi, o sei un aquila o uno stupido.
Tutto ciò che mi teneva sulla parete della montagna,
tutto ciò che mi teneva a questo mondo,
erano sei sottili punte di cromo-molibdeno conficcate per un centimetro e mezzo in una striscia di acqua ghiacciata,
eppure cominciai a sentirmi invincibile…
Anche gli esperti muoiono sotto le valanghe,
perchè le valanghe non sanno che sei esperto.
Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso.
E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso.
Siamo in un mondo in cui le montagne più alte sono quelle che hanno le fondamenta più solide.
Ogni paesaggio di montagna ha la sua storia:
quella che leggiamo,
quelli che sogniamo, e quelli che creiamo.
Durante un’ascensione di un paio d’ore,
si possono sperimentare sensazioni che in altre condizioni non si proverebbero forse in un’intera settimana.
I sensi sono totalmente all’erta, si sente, si odora, si respira ogni cosa, e ci si sente vivi come non mai.
La montagna ha il valore dell’uomo che vi si misura, altrimenti,
di per sé, essa non sarebbe che un grosso mucchio di pietre.
E’ per conoscermi meglio e per trovare una mia dimensione che ho scalato montagne impossibili.
L’ho fatto spinto dalla bellezza della natura alpina,
dalla sfida e dal piacere di sapere.
Tornate sani, tornate amici, arrivate in cima:
in questo preciso ordine.
Nel pomeriggio del giorno seguente,
ultimata la preparazione del sacco esco per le vie della città per dar aria alla mia eccitazione.
Quasi automaticamente salgo al monte dei Cappuccini.
Sento il richiamo del vento lontano che rende più trasparente il tramonto,
colorando di verde l’orizzonte.
Sopra il Gran Paradiso due nuvolette riflettono ancora l’ultimo sole.
Sotto di me la città sta accendendo le prime luci.
L’idea dell’azione vicina suscita in me strane sensazioni e contrastanti pensieri.
Provo una grande commiserazione per i piccoli uomini,
che penano rinchiusi nel recinto sociale che sono riusciti a costruirsi contro il libero cielo e che non sanno e non sentono ciò che io sono e sento in questo momento.
Ieri ero come loro, tra qualche giorno ritornerò come loro.
Ma oggi, oggi sono un prigioniero che ha ritrovato la sua libertà.
Domani sarò un gran signore che comanderà alla vita e alla morte,
alle stelle e agli elementi.
La fatica della salita sul terreno pietroso nell'aria rarefatta d’alta montagna viene ricompensata dalla possibilità di rinascere a un livello di esistenza superiore.
L’usanza dei pellegrini di girare intorno alla montagna fornisce l’esempio più calzante di come il percorso possa essere più importante della meta, ovvero della conquista della vetta.
E’ noto che ci sono due maniere d’intendere e praticare l’alpinismo:
in profondità e in estensione. La prima è la maniera del montanaro, della guida,
che magari per tutta la vita non esce dalla sua valle,
ma di quella conosce ogni anfratto, ogni piega, ogni scalino.
La seconda e quella del turista all'inglese, che trascorre da una valle all'altra,
ogni gruppo sfiorando rapidamente e spilluzzicando appena le mete più celebrate.
Eterna e insolubile questione quale dei due metodi sia il migliore.
La montagna chiama e devo andare.
Se desideri vedere le valli, sali sulla cima della montagna;
se vuoi vedere la cima della montagna, sollevati fin sopra la nuvola;
ma se cerchi di capire la nuvola, chiudi gli occhi e pensa.
Le montagne sono le grandi cattedrali della terra,
con i loro portali di roccia,
i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve,
le volte di porpora scintillanti di stelle.
I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.
Sulle cime più alte ci si rende conto che la neve,
il cielo e l’oro hanno lo stesso valore.
Migliaia di persone stanche, stressate e fin troppo “civilizzate”,
stanno cominciando a capire che andare in montagna è tornare a casa e che la natura incontaminata non è un lusso ma una necessità.
Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono.
Ma devo dire che la montagna mi ha regalato ciò che gli uomini, le donne, i genitori,
non sono riusciti a darmi.
Dalla montagna mi sono sentito compreso, ascoltato, degnato di attenzione.
Qualche volta anche spintonato, ma sempre dopo essere stato avvertito.
Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere,
la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene.
Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.
In verità si può dire che l’esterno di una montagna è cosa buona per l’interno di un uomo.
Non cercate nelle montagne un’impalcatura per arrampicare,
cercate la loro anima.
Se sei in cerca di angeli o in fuga dai demoni, vai in montagna.
Una cima raggiunta è il bordo di confine tra il finito e l’immenso.
Bandiere sulle montagne non ne porto:
sulle cime io non lascio mai niente,
se non, per brevissimo tempo, le mie orme che il vento ben presto cancella.
Le montagne sono le uniche stelle che possiamo raggiungere a piedi.
Il colore delle montagne è il corpo di Buddha;
il suono dell’acqua corrente è il suo grande discorso.
Chi più alto sale, più lontano vede;
chi più lontano vede, più a lungo sogna.
La montagna offre all'uomo tutto ciò che la società moderna si dimentica di dargli.
Ti assicuro che ho comprato il biglietto di ritorno e non ci tornerò più in questa triste città!
Lascio alla signorina Rottermayer tutta la gioia di vivere in una città triste e senza calore!
Io non potrei mai accontentarmi di una stanza senza farfalle!
Ho bisogno di prati verdi per respirare.
... Basta con queste stanze vuote piene di vecchi cimeli! Via via…!.
Dalle montagne ho avuto protezione e affetto.
La scalata estrema è venuta dopo, ma non c’entra nulla, o molto poco,
con l’amore per la montagna, con ciò che mi ha dato e continua a darmi.
Per me è la madre sulla quale giocano, si nascondono, cercano calore i suoi figli.
Ogni tanto la mamma si stiracchia, respira, sbadiglia, qualche bambino rotola giù.
Qualche altro soffoca sotto la sua mole come un pulcino sotto la chioccia.
Ma non è colpa di nessuno.
Che quelle rocce innalzantisi in forma di mirabile architettura,
quei canaloni ghiacciati salenti incontro al cielo,
quel cielo ora azzurro profondo dove l’anima sembra dissolversi e fondersi con l’infinito,
ora solcato da nuvole tempestose che pesano sullo spirito come una cappa di piombo,
sempre lo stesso ma mutevolmente vario, suscitano in noi delle sensazioni che non si dimenticano più.
La montagna mi ha fatto capire che è da sciocchi mettere la vita in banca sperando di ritrovarla con gli interessi.
Mi ha aiutato a non essere troppo tonto, anche se un po’ tonti si è tutti da giovani.
Mi ha insegnato che dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere.
In cima ad ogni vetta si è sull'orlo di un abisso.
In poche parti del creato si rivela tanto splendidamente quanto nell’alta montagna,
la potenza, la maestà, la bellezza di Dio.
Le montagne sono quei luoghi in cui Dio dimostra di essere più bravo di Michelangelo a scolpire.
Un paese di pianura per quanto sia bello,
non lo fu mai ai miei occhi.
Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici,
di boschi neri,
di montagne,
di cammini dirupati ardui da salire e da discendere,
di precipizi d’intorno che mi infondano molta paura.
Le Alpi, un paese dove il cielo profondo,
stanco di essere blu, si è sdraiato sulla montagna.
Nei grandi spazi della montagna, nei suoi alti silenzi,
l’uomo non distratto può cogliere il senso della sua piccolezza e la dimensione infinita della sua anima.
Una serata passata a leggere grandi libri è per la mente ciò che una vacanza in montagna è per l’anima.
Il fascino delle montagne è dato dal fatto che sono belle...grandi...e pericolose…
Nessuno inizia dalla cima.
Si deve lavorare per la propria ascesa.
Alcune montagne sono più alte rispetto ad altre, alcune strade più ripide di quelle successive.
Ci sono difficoltà e battute d'arresto, ma non puoi lasciare che queste ti fermino.
Anche sulla strada più ripida, non devi tornare indietro.
È necessario continuare a salire.
Al fine di raggiungere la cima della montagna, tu deve salire ogni roccia.
Spesso non è la montagna avanti a te che ti consuma.
E' il sassolino nella scarpa.
I miei piedi hanno calpestato tutte le superfici create da Dio,
i suoi oceani, le sue paludi, le sue colline, le sue vette,
per trovare finalmente un posto per me nella neve pungente da cui vedere,
nella foschia azzurrina, un mondo di montagne sovrastanti altre montagne.
Quando una donna vuole una cosa, tremano le montagne,
si muovono le maree, quando una donna vuole un uomo trema l'universo intero.
La montagna più alta rimane sempre dentro di noi.
«... Da me, da solo, solo con l'anima,
con la piccozza d'acciar ceruleo,
su lento, su anelo, su sempre; sprezzandoti, o gelo!
E salgo ancora, da me facendomi da me la scala, tacito, assiduo; nel gelo che spezzo,
scavandomi il fine ed il mezzo».
«...la mia casa è quassù fra lo sconfinare delle vette e i racconti del vento...
... la mia casa è quassù fra le altere pareti e misteriosi silenzi...
... la mia casa è quassù fra garrule acque e dolcissimi ricordi.
Qui sono io,
qui è la mia casa,
qui sono le mie montagne».
«...Sono le grandi cattedrali della terra,
con i loro portali di roccia,
i mosaici di nubi,
i cori dei torrenti,
gli altari di neve,
le volte di porpora scintillanti di stelle...»
È solo un cane?
Che orribile e mortificante parola, è come dire:
non può scalare una montagna,
è solo un uomo,
o quello non è un diamante,
è solo un sasso.
L’uomo che sposta le montagne comincia portando via i sassi più piccoli.
Se non scali la montagna non ti potrai mai godere il paesaggio.
Se non puoi passare attraverso una montagna, giraci intorno;
se non puoi girarci intorno, passaci sopra;
se non puoi passarci sopra,
siediti un attimo e chiediti se raggiungere l'altro lato sia davvero così importante.
Se lo è, allora comincia a scavare una galleria.
Non si può pervenire in cima alla montagna senza passare per vie difficili e scoscese;
non giungere alla virtù senza che costi assai sforzi e fatiche.
Ignorare la strada che si deve prendere,
mettersi in cammino senza guida,
é come volersi smarrire, volersi mettere in pericolo della vita.
La montagna dovrebbe servire per salire,
ma anche,
e soprattutto, per discendere.
Verso la gente.
Se non amate il mare,
se non amate la montagna,
se non amate la città...
andate a quel paese!