Le più belle frasi, citazioni e aforismi su Napoli

Napoli è una delle più grandi ed incantevoli città d’arte del Mediterraneo.
Capoluogo della regione Campania è, per grandezza, il terzo comune italiano dopo Roma e Milano.
La città domina l’omonimo golfo, che si estende dalla penisola sorrentina all’area vulcanica dei Campi Flegrei ed offre una vista molto suggestiva, con l’imponente vulcano Vesuvio e, in lontananza, tre magnifiche isole: Capri, Ischia e Procida;
che sembrano piccoli gioielli sorti dal mare.
Oltre ai suoi splendidi paesaggi,
Napoli deve la sua meritata fama anche al fascino di un centro storico
che racconta 2500 anni di storia ed è stato inserito nel 1995 nel World Heritage List dell’UNESCO.
Non a caso Napoli, è chiamata “Culla della cultura”, ed è da sempre stata fonte di ispirazione per:
gli artisti, (comici, scrittori, poeti) che nella pazzia e nella straordinarietà della città per eccellenza della Campania hanno trovato un motivo per esprimere la propria genialità.
In realtà le frasi, le citazioni e gli aforismi,su Napoli non sono molte, e soprattutto quelle che riescono a catturarne l’essenza,
a rendere giustizia ad una città che è tanto e spesso troppe cose insieme, che, soprattutto al primo impatto, travolge con una valanga di emozioni e impressioni il viaggiatore.
Riassumerne il turbine, le montagne russe del batticuore è opera difficilissima, anche se pescando qua e la tra quello che ebbero a dirne penne e menti raffinate, potremmo sicuramente provare a mettere insieme le più belle frasi, citazioni e aforismi su Napoli.






Frasi, citazioni e aforismi su Napoli

“Napule è mille culure
Napule è mille paure
Napule è a voce de’ criature
che saglie chianu chianu e
tu sai ca nun si sulo.
Napule è nu sole amaro
Napule è addore ‘e mare
Napule è ‘na carta sporca
e nisciuno se ne importa e
ognuno aspetta a’ ciorta.”
(Pino Daniele)

Finché i veri napoletani ci saranno,
ci saranno, quando non ci saranno più, saranno altri.
I napoletani hanno deciso di estinguersi,
restando fino all’ultimo napoletani,
cioè irripetibili, irriducibili ed incorruttibili.
(Pier Paolo Pasolini)

Napoli è l’altra Europa.
Che la ragione cartesiana non può penetrare.
(Curzio Malaparte)

Se ci fosse una capitale dell’anima,
a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia,
tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui.
Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli,
un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante,
che divide in due l’enorme agglomerato.
È il cuore di questa babele della storia.
(Stanislao Nievo)

I napoletani cavano l’arte dal sole.
(Camillo Boito)

È l’Italia il vero problema di Napoli.
(Raffaele La Capria)

Napoli per me non è la città di Napoli
ma solo una componente dell’animo umano
che so di poter trovare in tutte le persone,
siano esse napoletane o no.
(Luciano De Crescenzo)

In italiano esistono due parole,
sonno e sogno,
dove il napoletano ne porta una sola,
suonno.
Per noi è la stessa cosa.
(Erri De Luca)

A Napoli non siamo come al Nord o in Svizzera.
Siamo conosciuti non per le banche, ma per le bancarelle.
(Alessandro Siani)

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Un proverbio italiano dice:
— Vedi Napoli e poi muori!, ma io dico:
— Vedi Napoli e vivi —
perché c’è molto qui degno di essere vissuto.
(Arthur John Strutt)

Credete che al napoletano basti la Madonna del Carmine?
Io ho contati duecentocinquanta appellativi della Vergine:
e non sono tutti.
Quattro o cinque tengono il primato.
(Matilde Serao)

Napule è ‘nu paese curioso: è ‘nu teatro antico, sempre apierto.
Ce nasce gente ca’ senza cuncierto scenne p’ ‘e strate e sape recità.
(Eduardo De Filippo)

Napoli è un paradiso abitato da diavoli.
(Benedetto Croce)

Tra i monti viola dorme
Napoli bianco vestita,
Ischia sul mare fluttua
Come nube purpurea;
La neve tra i crepacci
Sta come studio candido di cigni;
Il nero Vesuvio leva il capo
Cinto di rossi riccioli.
(Hans Christian Andersen)

Napoli è una città che brulica di vita e di storia,
ha avuto un passato grandioso e ha energie non solo per partecipare a un futuro, ma anche per precederlo.
Il popolo napoletano con le sue mille risorse,
la sua capacità di adattamento e il suo ingegno ha dato prova
di saper affrontare qualsiasi avversità e di saper costruire il futuro.
(Erri De Luca)

Napoli è rimasto per me un certo paese magico e misterioso
dove le vicende del mondo non camminano ma galoppano, non s’ingranano ma s’accavallano,
e dove il sole sfrutta in un giorno quello che nelle altre regioni tarda un mese a fiorire.
(Ippolito Nievo)

Il napoletano è convinto di vivere in un mondo ostile,
sul quale non è in grado di esercitare alcun controllo…
I rapporti tra gli uomini sono regolati da una concezione fatalistica,
nella quale l’Autorità svolge lo stesso ruolo che ha il “destino” nel mondo naturale.
(Percy Allum)

L’Italia del Settentrione è fatta, non vi sono più né Lombardi, né Piemontesi, né Toscani, né Romagnoli, noi siamo tutti italiani;
ma vi sono ancora i Napoletani.
Oh! vi è molta corruzione nel loro paese.
Non è colpa loro, povera gente: sono stati così mal governati!
E quel briccone di Ferdinando!
No, no, un governo così corruttore non può essere più restaurato:
la Provvidenza non lo permetterà.
Bisogna moralizzare il paese, educar l’infanzia e la gioventù, crear sale d’asilo, collegi militari:
ma non si pensi di cambiare i Napoletani ingiuriandoli.
Essi mi domandano impieghi, croci, promozioni.
Bisogna che lavorino, che siano onesti, ed io darò loro croci, promozioni, decorazioni;
ma soprattutto non lasciar passargliene una:
l’impiegato non deve nemmeno esser sospettato.
Niente stato d’assedio, nessun mezzo da governo assoluto.
Tutti son capaci di governare con lo stato d’assedio.
Io li governerò con la libertà,
e mostrerò ciò che possono fare di quel bel paese dieci anni di libertà.
In venti anni saranno le provincie più ricche d’Italia.
No, niente stato d’assedio:
ve lo raccomando.
(Camillo Benso conte di Cavour)






Maradona ha rappresentato per Napoli qualcosa di molto importante:
è stato il riscatto, il vanto della città.
Quello che ha fatto lui a Napoli lo hanno fatto solo i Borboni e Masaniello.
(Pino Daniele)

Da noi a Napoli il tempo si chiama tiempo, come in spagnolo, perché Napoli ha avuto secoli spagnoli.
La i infilata nel tempo lo scombina, gli leva l’andatura inesorabile.
[…] O’ tiempo è irregolare.
Può mettersi a correre e far correre tutti con lui,
l’ho visto nelle lotte politiche del decennio settanta,
ma per il resto delle ore ‘o tiempo
è assai più lento del ticchettio degli orologi che lo vogliono misurare.
(Erri De Luca)

Per disonore dell’umana ragione non v’è cosa in Napoli tanto notoria,
quanto la libera e pubblica vendita che vi si fa dei falsi attestati.
La tariffa loro ordinaria è di tre ducati,
o di quattro, secondo la fame di chi vende, e il bisogno di chi compra.
Se tu vuoi dunque soppiantare un processo,
alterare una particola di testamento, falsificare qualunque carattere,
tu non hai ch’a gittar via i rimorsi, e dar mano alla borsa.
Le botteghe de’ falsari son sempre aperte.
(Vincenzo Monti)

La nostra città, oltre a tutte l’altre italiche di lietissime feste abondevole,
non solamente rallegra li suoi cittadini o con nozze o con bagni o con li marini liti,
ma, copiosa di molti giuochi, sovente ora con uno ora con un altro letifca la sua gente.
Ma tra l’altre cose nelle quali essa appare splendidissima,
è nel sovente armeggiare.
(Giovanni Boccaccio)

L’italiano è una lingua senza saliva,
il napoletano invece tiene uno sputo in bocca e fa attaccare bene le parole.
Attaccata con lo sputo:
per una suola di scarpa non va bene,
ma per il dialetto è una buona colla.
(Erri De Luca)

Napoli adagiata sul golfo è stupenda,
ci si chiede se anche questa bellezza non faccia parte della maledizione della città,
non faccia parte del prezzo spaventoso che paga per esistere.
(Giorgio Bocca)

Per secoli Napoli,
capitale del regno,
è stata una metropoli che lo stato borbonico riusciva a governare solo grazie alla camorra.
(Giorgio Bocca)

Napoli ha avuto un grande filosofo: Pulcinella.
(Libero Bovio)

“Rafè (*), nun te piglià collera, è cos‘e niente!
Però pure tu con ‘sta pizza Margherita,
alla Regina Margherita di Savoia non potevi preparare un piatto di pasta, nu ragù, ‘na genovese, ‘na lasagna.
Vedi un po’ che cosa hai combinato!
Raffaele Esposito è l’inventore della pizza Margherita che creò per la Regina Margherita di Savoia in omaggio ai tre colori della bandiera italiana.
Alla classica pizza napoletana di olio e pomodoro,
aggiunse il bianco della mozzarella,
il rosso del pomodoro e il verde del basilico.
(Web)

Napoli l’illustre le cui vie percorsi più di un anno,
d’Italia gloria e ancor del mondo lustro ché di quante città in sé racchiude non v’è nessuna che così l’onori.
Benigna nella pace e dura in guerra, madre di nobiltade e d’abbondanza dai campi elisi e dagli ameni colli.
(Miguel de Cervantes)

A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana.
(Luciano De Crescenzo)

L’uomo produttivo, il milanese, preferisce la doccia: consuma meno acqua, meno tempo e si lava meglio.
Il napoletano invece, se si decide, preferisce il bagno:
s’ intallea come si dice a Napoli,
cioè si attarda e tiene tutto il tempo che vuole per pensare.
(Luciano De Crescenzo)

Sono tornato in Italia, a Napoli,
perché per me l’Italia è Napoli,
Napoli è la cosa che più mi convince dell’Italia.
(Aurelio De Laurentiis)

Napoli è uno strano paese!
Disteso come un Re orientale sul tappeto del più bel verde che si possa vedere,
coi piedi sull’azzurro e limpido Tirreno col capo sul fianco dell’ardente Vesuvio,
non v’ha città al mondo che possa rivaleggiare colla capitale della Italia del mezzodì.
Non v’ha mare più ridente,
non v’ ha cielo più sereno,
non v’ha terra più feconda di frutti e di fiori.
(Franco Mistrali)

Tutto quello che esiste passa di qui.
Qui dal porto di Napoli.
Non v’è manufatto, stoffa, pezzo di plastica, giocattolo, martello, scarpa, cacciavite, bullone, videogioco, giacca, pantalone, trapano, orologio che non passi per il porto.
Il porto di Napoli è una ferita. Larga.
Punto finale dei viaggi interminabili delle merci.
Le navi arrivano, si immettono nel golfo avvicinandosi alla darsena come cuccioli a mammelle,
solo che loro non devono succhiare, ma al contrario essere munte.
Il porto di Napoli è il buco nel mappamondo da dove esce quello che si produce in Cina,
Estremo Oriente come ancora i cronisti si divertono a definirlo.
Estremo. Lontanissimo. Quasi inimmaginabile.
Chiudendo gli occhi appaiono kimono,
la barba di Marco Polo e un calcio a mezz’aria di Bruce Lee.
In realtà quest’Oriente è allacciato al porto di Napoli come nessun altro luogo.
(Roberto Saviano)






Troppa folla, troppo disordine, troppo rumore.
Non pioveva, ma le strade erano bagnate e umide peggio che in campagna,
e dappertutto bucce e cartacce, semi di zucca, scheletrini di pesci, valve di cozze,
banchi di pizzaiuoli di paste cresciute esposte alla polvere in un acre fetor d’olio fritto.
(Domenico Rea)

La vera malattia endemica a Napoli è la disoccupazione.
(Francesco Compagna)

Via Toledo, presso al tramonto, è una zona di sogno,
un canale di felicità trascinante gli ori del crepuscolo,
il carminio del cielo caldamente appoggiato sulle bionde verdure del Vomero.
L’eleganze, gli amori passano e s’incrociano fra uno scintillamento infiammato di cristallerie e di sorrisi,
lungo i marciapiedi.
Correre mollemente assisi in questo gurgito allegro di vita meridionale
è una gioia di cui porterò con me l’amoroso ricordo.
(Ardengo Soffici)

Napoli è una città altamente morale
dove si possono cercare mille ruffiani
prima di trovare una prostituta.
(Karl Kraus)

Il napoletano non chiede l’elemosina,
ve la suggerisce.
(Leo Longanesi)

Napoli è la più misteriosa città d’Europa,
è la sola città del mondo antico che non sia perita come Ilio,
come Ninive, come Babilonia.
È la sola città del mondo che non è affondata nell’immane naufragio della civiltà antica.
Napoli è una Pompei che non è stata mai sepolta.
Non è una città: è un mondo.
Il mondo antico, precristiano,
rimasto intatto alla superficie del mondo moderno.
(Curzio Malaparte)

Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli,
è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare.
(Erri De Luca)

I «Quartieri», a Napoli, sono tutti i vicoli che da Toledo si dirigono sgroppando verso la città alta.
Vi formicolano i gatti e la gente;
incalcolabile è il loro contenuto di festini nuziali, di malattie ereditarie,
di ladri, di strozzini, di avvocati, di monache, di onesti artigiani, di case equivoche, di coltellate, di botteghini del lotto:
Dio creò insomma i «Quartieri» per sentirvisi lodato e offeso il maggior numero di volte nel minore spazio possibile.
(Giuseppe Marotta)

La principal veduta è di mirar Napoli in alto mare,
donde l’intiera città si presenta come un immenso anfiteatro.
La seconda e di guardarla da S. Martino,
dove si vede sotto gli occhi minutamente quasi tutta la città ed il delizioso contorno del golfo.
La terza è di veder Napoli dalla Specola Reale o dal palazzo della Riccia:
questo luogo per la estensione della sua veduta è detta con nome Spagnuolo Miradolos.
La quarta è di contemplarla da’ reali giardini di Portici,
e più dalla villa del Duca di Gravina e lì è ad essa superiore.
La quinta è di osservarla dalla Madonna del Pianto.
(Raffaele Mastriani)

I napoletani discendono dagli dèi, questa è la verità,
non sono né greci né oschi né romani, sono dèi.
Che per vivere sulla terra si sono fatti come siamo;
un misto di spirito attico grazie agli ateniesi,
di tenacia al lavoro osca,
di intelligenza indulgente ed acuta quale si conviene ad esseri divini.
(Paolo Monelli)

Il napoletano non è ozioso; è filosofo. Sa che la vita è labile,
l’avvenire è fallace, il lavoro è pena;
accetta ogni fatica perché deve dar da mangiare ai piccirilli e alla donna;
ma non lo esalta, non ne fa una missione nella vita come avrebbe voluto quello scocciatore di Catone.
È povero e non è avido di denaro,
è sobrio e non s’ingozza se la fortuna gli mette davanti una tavola imbandita.
(Paolo Monelli)






Ho abitato a lungo in una città veramente eccezionale.
Qui, […] tutte le cose, il bene e il male, la salute e lo spasimo,
la felicità più cantante e il dolore più lacerato,
[…] tutte queste voci erano così saldamente strette, confuse, amalgamate tra loro,
che il forestiero che giungeva in questa città ne aveva […] una impressione stranissima,
come di una orchestra i cui i strumenti, composti di anime umane,
non obbedissero più alla bacchetta intelligente del Maestro,
ma si esprimessero ciascuno per proprio conto suscitando effetti di meravigliosa confusione…
(Anna Maria Ortese)

Il popolo napoletano, che è sobrio,
non si corrompe per l’acquavite, non muore di delirium tremens;
esso si corrompe e muore per lotto.
Il lotto è l’acquavite di Napoli.
(Matilde Serao)

In Europa ci sono due capitali:
Parigi e Napoli.
(Stendhal)

Io sono parte nopeo e parte napoletano.
(Totò)

Napoli è l’unica città orientale che non ha un quartiere europeo.
(Edoardo Scarfoglio)

Arrangiamento:
arte musicale nata e sviluppatasi a Napoli.
(Anonimo)

Napoli non è sporca… è l’Italia che sporca Napoli.
(Diego Armando Maradona)

Napoli è un luogo sopravvissuto ad invasioni straniere,
eruzioni vulcaniche, terremoti, rivolte popolari
e che allo stesso tempo ha prodotto nella sua storia una valanga di musica.
(John Turturro)

Che cosa sperate di trovare a Londra, a Parigi, a Vienna?
Vi troverete Napoli.
È il destino dell’Europa di diventare Napoli.
(Curzio Malaparte)

La “napoletanità” è una cosa unica.
È chiaro che ogni città ha un suo calore,
Napoli ce l’ha ma in maniera diversa,
questa città vive le cose in maniera passionale,
con un amore diverso da tutti gli altri.
(Marco Masini)

Grande civiltà di Napoli:
la città più civile del mondo.
La vera regina delle città, la più signorile, la più nobile.
La sola vera metropoli italiana.
(Elsa Morante)

A Napoli c’è gente che con l’acquedotto invece di bere ci mangia.
(Massimo Troisi)

Non sono italiana, sono napoletana! È un’altra cosa!
(Sophia Loren)

Un turista milanese salì a bordo di un taxi a Napoli e chiese:
«Mi porti al Duomo». Arrivati al casello autostradale di Caserta, domandò:
«Ma è così lontano il Duomo di Napoli?».
E il tassista: «Ah, chillo ‘e Napule!
Scusate, pensavo che volevate turna’ a casa…».
(Alessandro Siani)

Tutto è azzurro a Napoli.
Anche la malinconia è azzurra.
(Libero Bovio)

Io che ho girato tutto il mondo…
’O sole ‘e Napule nun l’aggia maje truvate a nisciuna parte!
(Roberto Murolo)






A Napoli il semaforo rosso non è un divieto,
è solo un consiglio.
(Luciano De Crescenzo)

Parto.
Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli;
ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.
(Stendhal)

Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere senza una lira.
(Totò)

“Amore, come ti trovi lì al Nord?”.
“Mi trovo bene.
Certo, ci stanno delle differenze…
Anche sulle cose semplici”.
“Per esempio?”
“Per esempio, se uno chiede l’orario.
Se lo chiedi a uno del Nord, quello subito te lo dice.
Se lo chiedi a Napoli, quello prima di risponderti ti domanda:
“Ma pecché, che tieni ‘a fa’?…”
(Alessandro Siani)

Trovo nel popolo napoletano la più geniale e vivace industria,
non per diventare ricchi,
ma per vivere senza occupazioni.
(Johann Wolfgang Goethe)

Dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli.
(Luciano De Crescenzo)

Napoli non è una città, è un mondo.
(Marco Masini)

Io amerei vivere su un pianeta tutto napoletano, perché so che ci starei bene, Napoli va presa come una città unica, molto intelligente, Napoli è troppo speciale, quindi non la possono capire tutti….
(Marcello Mastroianni)

Napoli ha continuato a dare molto all’Italia, all’Europa e al mondo:
essa esporta a centinaia i suoi scienziati, i suoi intellettuali,
i suoi ricercatori, i suoi artisti, i suoi cineasti…
Con generosità, certo.
Ma anche per necessità.
Mentre non riceve nulla, o pochissimo, da fuori.
(Fernand Braudel)

Già nello scorcio del Medio Evo,
Napoli oltrepassava i 200 mila abitanti,
quando Milano non sorpassava che di poco i 50 mila e Torino ne contava 16 mila soltanto;
quando Amburgo ne aveva meno di Torino e Londra meno di Milano.
(Andrea Geremicca)

Nessuno è mai riuscito a governare Napoli.
(Fernand Braudel)

La bellezza di Napoli cresce di giorno in giorno,
di settimana in settimana,
via via che scopre i suoi segreti.
Finché si giunge a intendere che veramente è
questo il più bel golfo della terra.
(Guido Piovene)

Il linguaggio mimico è usato qui come in nessun’altra parte d’Italia.
Il suo significato è impenetrabile per ogni straniero.
Orecchie, naso, occhi, petto, spalle, sono mezzi espressivi di comunicazione, che vengono messi in relazione dalle dita.
Questa suddivisione rientra anche nel loro erotismo sofisticatamente specializzato.
Gesti servizievoli e toccatine impazienti sfuggono allo straniero con una regolarità che esclude il caso.
(Walter Benjamin)

Prima dell’alba siamo passati tra Capri e il Continente e siamo entrati nel Golfo di Napoli.
Ero sul ponte.
L’indistinta massa del Vesuvio fu presto in vista.
L’ho riconosciuta da un quadro (della mamma?).
Ben presto ho “sentito” la città.
Luci brillanti.
Siamo stati trattenuti a bordo fino alle nove dalla polizia che se la prende con comodo.
Con alcuni altri sono sceso all’Hotel de Geneve.
Colpito dalla prima apparizione di Napoli.
Grandi folle, strade belle, edifici alti.
(Herman Melville)

Il napoletano non è ozioso; è filosofo.
Sa che la vita è labile,
l’avvenire è fallace,
il lavoro è pena.
(Paolo Monelli)

Napoli non è una città, è un mondo.
Napoli non è solo a Napoli ma la trovi ovunque, anche in Germania.
La “napoletanità” è una cosa unica.
È chiaro che ogni città ha un suo calore,
Napoli ce l’ha ma in maniera diversa, questa città vive le cose in maniera passionale,
con un amore diverso da tutti gli altri.
Non posso dire se rispetto alle altre tappe sia meglio o peggio,
Napoli è sicuramente diversa.
(Marco Masini)

A Napoli ognuno vive in una inebriata dimenticanza di sé.
Accade lo stesso anche per me.
Mi riconosco appena e mi sembra di essere del tutto un altro uomo.
Ieri pensavo: “O eri folle prima, o lo sei adesso”.
(Johann Wolfgang Goethe)

Napoli che strana città,
per viverla serenamente bisognerebbe eliminare tutte quelle sorprese che ti riserva giorno dopo giorno,
ma poi non sarebbe più la stessa.
(Giovanni Scarfoglio)

Oggi mi son dato alla pazza gioia,
dedicando tutto il mio tempo a queste incomparabili bellezze.
Si ha un bel dire, raccontare, dipingere; ma esse sono al disopra di ogni descrizione.
La spiaggia, il golfo, le insenature del mare, il Vesuvio, la città, i sobborghi, i castelli, le ville!
Questa sera ci siamo recati alla Grotta di Posillipo, nel momento in cui il sole, passa con i suoi raggi alla parte opposta.
Ho perdonato a tutti quelli che perdono la testa per questa città e mi sono ricordato con tenerezza di mio padre,
che aveva conservato un’impressione incancellabile proprio degli oggetti da me visti oggi per la prima volta.
(Johann Wolfgang Goethe)

Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto:
la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate…
Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!
(Johann Wolfgang Goethe)

A Napoli novantanove volte su 100 finisci scugnizzo.
Vengo dai quartieri popolari, cresciuto dalla nonna.
Quando entravo in casa, battevo forte i piedi per far scappare i topi.
E niente doccia.
Scendevi per strada e ti fottevano la cartella.
Poi la bicicletta.
Poi il motorino.
Alla quarta diventavi scugnizzo.
(Gigi D’Alessio)

Ho letto in una classifica sulla qualità della vita che in Italia Sondrio figura al primo posto e che Napoli si trova al penultimo.
Qualcuno però, adesso non ricordo chi,
mi ha detto che Sondrio è grande il doppio del cimitero di Napoli
ma che ci si diverte solo la metà.
(Luciano De Crescenzo)

Napoli.
L’unica città dove le persone ti salutano ancora con il “buongiorno” e non con un laconico “notte” o “giorno”.
(Christian De Sica)

Io so questo che i napoletani oggi sono una grande tribù che anziché vivere nel deserto o nella savana,
come i Tuareg e i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare.
(Pier Paolo Pasolini)

Io ritengo Napoli una città estremamente civile;
ebbene, nel vocabolario dei napoletani non esiste la parola lavoro, dicono la «fatica».
Anche io sono così, non amo la fatica.
(Roberto Rossellini)

Secondo alcuni, con il trascorrere del tempo il bello tende a diventare meno bello.
Credo che Napoli sia una delle poche città al mondo che rappresenti l’eccezione a questa regola.
Sarà che non ci vivo più da molti anni,
ma ogni volta che ci torno non posso fare a meno di pensare che
sia diventata ancora più bella dell’ultima volta in cui l’ho lasciata.
(Luciano De Crescenzo)

In questo mondo del progresso, in questo mondo pieno di missili e di bombe atomiche,
io penso che Napoli sia ancora l’ultima speranza che ha l’umanità per sopravvivere.
(Luciano De Crescenzo)






Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no.
A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana.
(Luciano De Crescenzo)

«E chi Io sa! Chi lo sa come è Napoli veramente.
Comunque io certe volte penso che anche se Napoli, quella che dico io,
non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo.
E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che
dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli.»
(Luciano De Crescenzo)

La forza dei napoletani sta in questo:
nel loro carattere, nella loro tradizione, nelle loro radici.
(Marcello Mastroianni)

La doccia è milanese perché ci si lava meglio, consuma meno acqua e fa perdere meno tempo.
Il bagno invece è napoletano:
un incontro con i pensieri.
(Bellavista)

Non possiamo più dire “tanto ce penza Dio”:
quando si è trattato e si tratta di Napoli,
nessun Dio finora ha mai fatto niente.
(Massimo Ranieri)

Napoli è una delle più grandi città del mondo,
come New York, New Orleans, San Francisco,
tutte vicino all’acqua e aperte ai flussi migratori.
(Abel Ferrara)

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