Momento d’ocra

Momento d' ocra gianluca sonnessa
Momento d' ocra gianluca sonnessa

Momento d’ocra

Vidi quell’ albero spoglio
abbracciato com’ero alla nebbia.
l’ocra di un cielo di foglie
tingeva la terra e le pietre.

Segnai con le dita il contorno,
del cuore spezzato a metà
la gabbia, lo sterno, e il futuro,
lontano, nelle altre città.

Un guscio ormai nero e coriaceo
e non c’erano perle o monili
ma battiti sempre più stanchi,
con foto e sorrisi sbiaditi.

Poggiando i pensieri sui rami
credevo di farli asciugare,
ma loro leggeri, nel vento
restavano muti a osservare.

E tutto era chiaro,
lontano da tutto,
che se c’ero dentro sembrava più brutto,
ma il soffio gentile dell’ aria del mondo,
baciava i miei gesti e dolciva il mio gusto.

E io li vi rimasi, con l’ animo in festa,
poggiato al mattino e all’odore di legna,
fino a quel Momento, fino a giù all’essenza,
in cui ad occhi chiusi fui come la nebbia.

Nell’ ocra del cielo di foglie per terra.

(Sonnessa Gianluca)

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