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venerdì, Marzo 29, 2024

Le più belle frasi di Charles BukowskiRaccolta completa

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Questa raccolta di aforismi, frasi e citazioni di Charles Bukowski, è in assoluto una delle più complete. Il letterario Henry Charles Bukowski, (Andernach, 16 agosto 1920 – San Pedro, 9 marzo 1994), noto anche come Henry Chinaski, suo alter ego letterario, è stato uno scrittore e poeta degli U.S.A. . Bukowski ha scritto centinaia di racconti e migliaia di poesie e le sue frasi e i suoi aforismi sono tra i più citati al mondo. Charles purtroppo, è sempre stato una persona, incapace di relazionarsi positivamente con le persone, uno dei suoi motti era Umanità mi stai sul cazzo“.






La maggior parte degli uomini lavoro otto ore al giorno almeno cinque giorni la settimana. E neanche loro amano la vita. Non c’è ragione per uno che lavora otto ore al giorno di amare la vita, perché è uno sconfitto. Si dorme otto ore, si lavoro otto ore, si va avanti e indietro, tutte le piccole cose che si hanno da fare. […] Come si può amare la vita se si vive soltanto un’ora e mezzo al giorno e si buttano via tutte le altre ore? E questo è quello che ho fatto per tutta la vita. E non l’ho amato. Credo che chiunque lo ami sia un grande idiota. Non c’è modo di poter amare questo genere di vita.
(Charles Bukowski)

Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore statisticamente ha una temperatura media.
(Charles Bukowski)

Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo essere umano.
(Charles Bukowski)

La religione va bene negli ospedali. Dio gode di una certa popolarità in posti del genere.
(Charles Bukowski)

Come m’immagino Dio? Capelli bianchi, barba lunga e niente uccello.
(Charles Bukowski)

Sapevo che le code mi stavano uccidendo. Non riuscivo ad accettarle, al contrario di tutti gli altri. Tutti gli altri erano normali. Per loro la vita era bella. Potevano far la coda senza provare dolore. Potevano mettersi in coda e starci per sempre.
(Charles Bukowski)

Gli innamorati diventano spesso nervosi, pericolosi. Perdono il senso della realtà. Perdono il senso dell’umorismo. Diventano irritabili, psicotici e noiosi. Ammazzano perfino la gente.
(Charles Bukowski)

Gente che va su e giù per le scale mobili, negli ascensori, che guida automobili, le porte dei garage che si aprono schiacciando un pulsante. Poi vanno in palestra per smaltire il grasso.
(Charles Bukowski)

Non mi piacciono gli uomini perfettamente rasati, con la cravatta e un buon lavoro. Mi piacciono gli uomini disperati, con i denti rotti, il cervello a pezzi e una vita da schifo.
(Charles Bukowski)

Detesto i prati. Tutti hanno un prato con l’erba. […] E quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri.
(Charles Bukowski)

Cominciai a guardarle su per le gambe. Mi sono sempre piaciute le gambe. È stata la prima cosa che ho visto quando sono nato. Ma allora stavo cercando di uscire. Da quel momento in poi ho sempre tentato di andare nell’ altra direzione, ma con fortuna piuttosto scarsa.
(Charles Bukowski)

Le feci tener su le calze e le scarpe coi tacchi alti. Sono un freak. Il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. Gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, e io ho un termine specifico per gli psichiatri.
(Charles Bukowski)

Una delle più grandi opere d’arte del mondo: una donna con delle belle gambe che esce dalla macchina.
(Charles Bukowski)

Il rapporto sessuale è prendere la morte a calci nel culo mentre si sta cantando.
(Charles Bukowski)

La vita mi faceva semplicemente orrore. Ero terrorizzato da quello che bisognava fare solo per mangiare dormire e mettersi addosso qualche straccio. Così restavo a letto a bere. Quando bevi il mondo è sempre lì fuori che ti aspetta ma per un po’ almeno non ti prende alla gola.
(Charles Bukowski)

A volte pensavo al fegato, ma lui non parlava mai, non diceva mai: “Smettila, tu stai ammazzando me e io ammazzerò te!” Se avessimo il fegato parlante non avremmo bisogno degli Alcolisti Anonimi.
(Charles Bukowski)

La gente non ha bisogno di affetto. Quello di cui ha bisogno è il successo, in una forma o nell’ altra. Magari successo in amore, ma non necessariamente.
(Charles Bukowski)

Da dove venivano le donne? Ce n’era una scorta infinita. Ciascuna di esse era diversa, unica. Avevano la passera diversa, i seni diversi, la bocca diversa, ma nessun uomo poteva godersele tutte, ce n’erano troppe, con le gambe accavallate, a far impazzire gli uomini. Che pacchia!
(Charles Bukowski)

Ero dotato, sono dotato.
A volte mi guardo le mani e mi rendo conto che sarei potuto diventare un grande pianista o qualcosa del genere. Ma che cos’ hanno fatto, le mie mani? Mi hanno grattato le palle, hanno scritto assegni, hanno allacciato le scarpe, hanno tirato la catena del water ecc. Ho sprecato le mani. E la testa.
(Charles Bukowski)

Come cazzo si può pensare che sia divertente svegliarsi alle sei e mezzo con la soneria, saltar giù dal letto, vestirsi, ingoiare qualcosa di malavoglia, cacare, pisciare, spazzolarsi denti e capelli e buttarsi nel traffico per arrivate in un posto dove essenzialmente si facevano un sacco di soldi per qualcun altro e essere anche grati a chi ti dava la possibilità di farlo?
(Charles Bukowski)

I Capi? Senz’ anima e di mediocre intelletto, implacabili con i subalterni.
(Charles Bukowski)

Un buon poeta non sa mai chi e che cosa è, è a un passo dall’ orlo dell’abisso, ma non c’è niente di sacro in quello che fa, è un mestiere. come lavare i pavimenti di un bar.
(Charles Bukowski)






Lo stile è uno strumento utile per dire quello che hai da dire, ma quando non hai più niente da dire lo stile è un cazzo moscio di fronte alla mirabilissima fica dell’universo.
(Charles Bukowski)

Le donne erano destinate a soffrire; non c’era da meravigliarsi che volessero sempre grandi dichiarazioni d’amore.
(Charles Bukowski)

Il miglior lettore e il miglior essere umano sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.
(Charles Bukowski)

L’uomo con la cucina sempre in ordine è, invece, un maniaco. Diffidatene. Lo stato della sua cucina e quello della sua mente coincidono: costui, così preciso e ordinato, si è in realtà lasciato condizionare dalla vita.
(Charles Bukowski)

Paradossalmente la gente che crede di sapere sempre tutto è proprio quella che non capisce mai un cazzo.
(Charles Bukowski)

Ci sono dei momenti in cui la follia diventa così vera che non è più follia.
(Charles Bukowski)

Che fine ha fatto la semplicità? Sembriamo tutti messi su un palcoscenico e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.
(Charles Bukowski)

Io dico alle donne che la faccia è la mia esperienza e le mani sono la mia anima. Qualunque cosa, pur di tirare giù quelle mutandine.
(Charles Bukowski)

Ovviamente è possibile amare un essere umano, se non lo si conosce abbastanza bene.
(Charles Bukowski)

La schiavitù non è stata eliminata affatto, è solo stata allargata fino a comprendere i nove decimi della popolazione.
(Charles Bukowski)

Resistere ha senso solo se ne esci con qualcosa in mano alla fine. Ma resistere tanto per resistere è l’infelice condizione di milioni di persone.
(Charles Bukowski)






O.K., Signore, diciamo pure che esisti. Sei stato Tu a mettermi in questa situazione. Vuoi mettermi alla prova. E se io mettessi Te, alla prova? E se io decidessi che non esisti? Mi hai messo in un bel guaio, tra i miei genitori e questi foruncoli. Io credo proprio di averlo passato, l’esame. Sono più forte di Te. Se Ti degni di scender giù, adesso, Ti sputo in un occhio, ammesso che Tu ce li abbia, gli occhi. E il culo? Ce l’hai il culo? La fai la cacca? Quel prete non ha mai voluto rispondere a questa domanda. Ci ha detto di non dubitare. Dubitare di che? Io penso che Tu abbia esagerato con me, e allora Ti chiedo di scender giù, di farti vedere, perché voglio anch’ io metterti alla prova! Aspettai. Niente. Aspettavo Dio. Continuai ad aspettare. Poi mi addormentai, credo.
(Charles Bukowski)

La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.
(Charles Bukowski)

Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse.
(Charles Bukowski)

Fin troppa gente che falliva in tutto il resto si votava all’ Arte e poi continuava a fallire anche lì.
(Charles Bukowski)

Io sono il mio dio. Siamo qui per disimparare gli insegnamenti della chiesa di stato, e il nostro sistema educativo. Siamo qui a bere birra. Noi siamo qui per uccidere la guerra. Siamo qui per ridere della probabilità e vivere le nostre vite così bene che la morte tremerà a prenderci.
(Charles Bukowski)

Mi guardai intorno. Non c’era nessuna donna lì in quel caffè. Ripiegai sulla cosa che sta al secondo posto in graduatoria: sollevai il mio bicchiere e lo scolai.
(Charles Bukowski)

La mosca stava ancora camminando sulla scrivania. Arrotolai il “Racing Form”, le diedi un colpo e la mancai. Non era la mia giornata. Né la mia settimana. Né il mio mese. Né il mio anno. Né la mia vita. Accidenti.
(Charles Bukowski)

Sono i tipi eccezionali che fanno girare il mondo. Loro fanno i miracoli, mentre noi ce ne stiamo con il culo ammollo.
(Charles Bukowski)

Il mio consiglio ai giovani scrittori è quello di smettere di cercare consigli dai vecchi scrittori.
(Charles Bukowski)

Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla.
(Charles Bukowski)

La gente è fortunata. Le piace tutto: coni gelati, concerti rock, cantare, ballare, odio, amore, masturbazione, panini col wurstel, balli folk, Gesù Cristo, i pattini a rotelle, lo spiritualismo, il capitalismo, il comunismo, la circoncisione, i fumetti, Bob Hope, lo sci, la pesca, l’omicidio, il bowling, i dibattiti. Tutto. Non hanno molto, perché non si aspettano molto. Ma sono una grande banda.
(Charles Bukowski)

“Umanità, mi stai sul cazzo da sempre”. Ecco il mio motto.
(Charles Bukowski)

Quando la morte verrà a pigliarci, […] ci sputerà via come un osso già spolpato e pulito da un pezzo, indurito e secco e… che cosa? E niente.
(Charles Bukowski)

Cosa potrebbe fare un poeta senza tormento? Ne ha bisogno come della sua macchina per scrivere.
(Charles Bukowski)






Per fortuna molti di noi non hanno le esigenze delle masse. Le auto nuove ci annoiano; la televisione è sciocca; l’abbigliamento non ci interessa. La nostra più grande preoccupazione è quella telefonata ubriaca a Kansas City Est. E spesso abbiamo una brava donna che ci tiene alto il morale. Siamo fedeli alle nostre donne perché doniamo tutto il nostro cuore, ma per altre cose le trattiamo male. Non siamo bravi ad ascoltare. I loro amici sembrano stupidi. Noiosi. Non capiamo come altre persone potrebbero essere anche solo un minimo interessanti… Gli scrittori sono una brutta razza.
(Charles Bukowski)

Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’ altra estremità dell’altalena. La vecchia storia del bene e del male.
(Charles Bukowski)

Il mondo sarebbe un posto di merda senza le donne. La donna è poesia. La donna è amore. La donna è vita. Ringraziale, coglione!
(Charles Bukowski)

L’amore non è che il risultato di un incontro casuale. La gente gli dà troppa importanza. Per questo motivo una buona scopata è tutt’ altro che da disprezzare.
(Charles Bukowski)

Ospedali e galere e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore.
(Charles Bukowski)

La pazzia è relativa, chi stabilisce la normalità?
(Charles Bukowski)

Il sesso è una cosa interessante ma non ha un’importanza decisiva. Cioè è meno importante, dal punto di vista fisiologico, della defecazione. Un uomo può tirare avanti per 70 anni senza una figa ma può morire in una settimana se le budella non gli si muovono.
(Charles Bukowski)

– La poesia coincide con la follia?
– La non poesia è la follia.
(Charles Bukowski)

Dev’ essere strano vivere con me. È strano anche per me.
(Charles Bukowski)

Alle donne piacciono i lanci di biancheria sporca, gli urli, le tragedie. Poi gli scambi di promesse. Io non ero molto bravo, con le promesse.
(Charles Bukowski)

L’anima non esiste. E’ tutta una fregatura. gli eroi non esistono. I vincitori non esistono è tutta una fregatura e una gran cagata. I santi non esistono, i geni non esistono son tutte fregature, tutte favole, è così che va avanti il giochetto. Ognuno cerca solo di tirare a campare e d’aver fortuna  se ci riesce. Il resto non sono che stronzate.
(Charles Bukowski)

Per me scrivere è tirare fuori la morte dal taschino, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo.
(Charles Bukowski)

Rotola i dadi.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Altrimenti non iniziare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo.
Ciò potrebbe significare
perdere ragazze, mogli,
parenti, lavori
e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare
non mangiare per 3 o 4 giorni,
potrebbe significare
gelare in una panchina nel parco,
potrebbe voler dire prigione,
potrebbe voler dire derisione,
scherno, isolamento.
L’isolamento è il regalo.
Tutti gli altri sono
per te una prova della tua resistenza,
di quanto realmente desideri farlo.
E lo farai,
nonostante il rifiuto
e le peggiori avversità.
E sarà meglio di qualsiasi altra cosa
tu possa immaginare.
Se vuoi provarci,
fallo fino in fondo,
non ci sono altre sensazioni
come questa.
Sarai solo con gli dei
e le notti
arderanno tra le fiamme.
Fallo.
Fallo.
Fallo.
Fino in fondo.
Fino in fondo.
Guiderai la vita fino alla
risata perfetta.
È l’unico buon combattimento che c’è.
(Charles Bukowski)






Ci vuole un certo dosaggio, fra solitudine e folla. Un certo equilibrio ecco il trucco, per non finire fra quattro pareti imbottite.
(Charles Bukowski)

Una delle migliori scopate della mia vita. Sentivo l’acqua, sentivo la risacca che andava e veniva. Era come se stessi venendo con tutto l’oceano. E venivo, venivo, non finiva mai. Alle fine rotolai giù.
“Oh Gesù Cristo”, dissi “Oh, Gesù Cristo”.
Non so come mai Gesù Cristo finisse sempre col mischiarsi a faccende del genere.
(Charles Bukowski)

La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.
(Charles Bukowski)

Se inizierò a parlare di amore e stelle, vi prego: abbattetemi.
(Charles Bukowski)

Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi,si tratta fondamentalmente della paura di essere soli.
Invece a me fa paura la folla.
(Charles Bukowski)

Alcune persone non impazziscono mai. Che vite davvero orribili devono condurre.
(Charles Bukowski)

Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l’anima in fiamme.
(Charles Bukowski)

Attenti a quelli che cercano continuamente la folla, da soli non sono nessuno.
(Charles Bukowski)

Siete tutti così bravi, siete tutti così fighi, siete tutti così giusti eppure là fuori il mondo è ancora pieno di gente di merda.
(Charles Bukowski)

Ecco il problema di chi beve, pensai versandomene un altro: se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; se non succede niente si beve per far succedere qualcosa.
(Charles Bukowski)

Il matrimonio, Dio, i figli, i parenti e il lavoro. Non ti rendi conto che qualsiasi idiota può vivere così e che la maggior parte lo fa?
(Charles Bukowski)

Non aspettare la donna giusta. Non esiste. Ci sono donne che riescono a farti provare qualcosa di più col loro corpo o con la loro anima, ma sono esattamente le stesse che ti accoltelleranno proprio sotto gli occhi della folla.
(Charles Bukowski)

Alcune persone non meritano il nostro sorriso, figuriamoci le nostre lacrime.
(Charles Bukowski)

I furbi ci fottono sempre al momento giusto, nel posto giusto, col sorriso giusto. Camminano con sprezzo anche sopra la loro merda.
(Charles Bukowski)

Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo!
Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.
(Charles Bukowski)

Se non scrivo per una settimana mi ammalo, non riesco più a camminare, mi gira la testa, vomito, non mi alzo dal letto. Ho bisogno di scrivere a macchina. Se mi tagliassero le mani scriverei con i piedi. Sicché non ho mai scritto per i soldi, ho scritto per questo stimolo imbecille.
(Charles Bukowski)

Ero alla bancarotta, il governo era alla bancarotta, il mondo era alla bancarotta.
Ma chi cazzo li aveva, i fottuti soldi?
(Charles Bukowski)

Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, che odiano il loro lavoro e sono spaventati all’ idea di perderlo: non c’è da stupirsi che le loro facce abbiano l’aspetto che hanno.
(Charles Bukowski)

Ci sono delle persone che devono sempre andare da qualche parte. “andiamo al cinema!” “andiamo in barca!” “andiamo a scopare!” “andate a cagare tutti quanti”, dico sempre io, “lasciatemi in pace qui”.
(Charles Bukowski)






I pazzi e gli ubriachi sono gli ultimi santi della terra.
(Charles Bukowski)

Ovunque vada la folla tu corri dall’ altra direzione. Loro si sbagliano sempre.
(Charles Bukowski)

La maggior parte della gente era matta. E la parte che non era matta era arrabbiata. E la parte che non era né matta né arrabbiata era semplicemente stupida.
(Charles Bukowski)

L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.
(Charles Bukowski)

Non c’è donna più bella di quella che passa sotto la tua finestra e un attimo dopo non c’è più.
(Charles Bukowski)

Perché bevo? Perché non riesco ad affrontare la vita quando sono sobrio.
(Charles Bukowski)

Non essere giù perché la tua donna ti ha lasciato: ne troverai un’altra e ti lascerà anche quella.
(Charles Bukowski)

L’anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.
(Charles Bukowski)

Non ho mai trovato un vero amico. Con le donne, ogni volta era una nuova speranza, ma quello succedeva i primi tempi. Lo capii subito, smisi di cercare la “ragazza dei sogni”; me ne bastava una che non fosse un incubo.
(Charles Bukowski)

L’amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.
(Charles Bukowski)

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